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Il presidente nazionale di Io Sud, Adriana Poli Bortone, risponde al Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che oggi presenterà il suo libro sull’arretratezza del nostro Sud.
“Brunetta non può pensare - dichiara il presidente - di ridurre il dualismo esistente tra Nord e Sud attraverso un continuo assistenzialismo nei confronti delle regioni del Mezzogiorno. L’idea di inviare personale qualificato del Nord a lavorare al Sud è fuori luogo. Piuttosto che creare al Nord funzionari e dirigenti pubblici esperti e capaci da inviare al Sud si investa immediatamente - dichiara il presidente - in una scuola di formazione e aggiornamento per la Pubblica Amministrazione più strutturata di quanto non possano essere oggi quelle regionali”.
“Poche, anzi pochissime sono le scuole regionali ad oggi esistenti e la maggior parte sono strutture private che si occupano di formazione ricevendo l’autorizzazione dai vari enti, regioni o province che siano. Perché non studiare un metodo di formazione e aggiornamento interno agli enti che possa invece formare quel capitale umano che dovrà poi offrire i servizi al cittadino?”.
“Alle scuole - continua Adriana Poli Bortone - andrebbero aggiunti poi i corsi di aggiornamento annuale “obbligatorio”, come già avviene per alcune libere professioni che da qualche anno sono costrette a seguire corsi di aggiornamento per acquisire crediti formativi indispensabili per la professione. Perché dunque non applicarlo anche a funzionari, dirigenti e dipendenti delle P.A. quale garanzia costante della singola professionalità e dell’ente?”
“Un cenno meritano sicuramente i corsi, ad oggi esistenti, sull’aggiornamento: per la maggior parte si tratta di seminari o master, organizzati anche in questo da fondazioni o associazioni private e che si svolgono solo nelle principali città del Nord. Costringendo ancora una volta i cittadini del Mezzogiorno a fare le valigie pur di seguire le lezioni. Non c’è volontà a far crescere il nostro Sud, e inviando, come dice Brunetta, al Sud esperti del Nord non si farà altro che aggravare il divario tra Nord e Sud permettendo al già qualificato personale di aggiungere esperienza nel proprio curriculum. I giovani e la gente del Sud non hanno bisogno di insegnati ma possono diventarlo loro stessi con gli strumenti adatti”.
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