Lecce (Salento) – Le emissioni nocive della centrale di Cerano non sono solo un affare brindisino. Da tempo il consigliere comunale Vittorio Solero si batte affinché il tavolo della discussione coinvolga anche Lecce. Si perché i fumi di Cerano non viaggiano certo senza oltrepassare i confini provinciali. Gli investimenti in fonti alternative pulite, perde però di valore se a ciò non si proporziona una riduzione delle emissioni della centrale, causa di diverse malattie nella zona. Da anni i terreni circostanti non possono più essere coltivati, ma ciò non basta a fermare i danni ambientali che essa crea. Così la politica si mobilita.
Il Consigliere Regionale e Vice-Coordinatore Provinciale PDL Saverio Congedo con una nota indirizzata al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha chiesto che la Regione svolga un ruolo di coordinamento e coinvolgimento di tutte le istituzioni e i territori interessati: “La vicenda ambientale relativa alla centrale Enel di Cerano non è una questione brindisina, ma dell’intero territorio del Sud della Puglia. Convinto come sono che aree soggette a diversa competenza amministrativa, tuttavia confinanti, debbano ritrovarsi su obiettivi comuni e senza sfilacciamenti, istanze o litigi, chiedo pertanto l’intervento e il coordinamento del Governo Regionale per coinvolgere Lecce, la sua provincia e i soggetti istituzionali che la rappresentano, nel prossimo tavolo di discussione sulla centrale di Cerano e sulle conseguenze ambientali determinate dalla sua attività. Compete proprio alla Regione Puglia, per via della sua configurazione politico-istituzionale, sovraordinata rispetto ai territori delle varie province, quel ruolo di coordinamento delle diverse voci e delle diverse sensibilità, all’insegna dell’equilibrio, del coinvolgimento e della più generale partecipazione di cittadini e amministratori, non escludendo nessuno, tantomeno il territorio di Lecce”.
Anche l’Onorevole Ugo Lisi interviene auspicando una maggiore partecipazione degli enti leccesi ai prossimi tavoli tecnici: “Sono fermamente convinto che sin dalla prossima sua riunione, il tavolo di monitoraggio sulla centrale di Cerano, che vede seduti Regione Puglia, Provincia e Comune di Brindisi ed Enel farà spazio anche ai rappresentanti istituzionali della Provincia di Lecce e del Comune di Lecce che, immagino, per una semplice disattenzione, ancora non sono stati chiamati a sedere.
Appare del tutto ovvio che non solo il territorio brindisino, ma anche quello leccese paghino i danni e le negatività che la centrale riversa sulla salute dei cittadini, sull’ambiente, sul paesaggio, sulla produzione di derrate alimentari e, di conseguenza, sull’economia.
Eppure a discutere di ciò e ad individuare i necessari e consequenziali ristori economici sono chiamati tutti i rappresentanti istituzionali eccetto quelli leccesi. Mi sembra che così al tavolo manchi una gamba… importante tanto quanto le altre.
Sono certo che la grande sensibilità del Sindaco Domenico Mennitti, che per primo si dichiarò favorevole alla proposta avanzata dal Sindaco Paolo Perrone e dal Consigliere Comunale del Capoluogo di Lecce, Avv. Vittorio Solero, saprà farsi strada ed ottenere la dovuta considerazione.
Il territorio leccese, così come quello brindisino, ha pari diritto ad esprimere le proprie idee e le proprie considerazioni sul futuro energetico del territorio, anche perché la salute dei cittadini che abitano un lembo di terra non può essere discriminata a seconda della linea immaginaria di confine che separa una città dall’altra e una provincia dall’altra".
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