domenica 25 ottobre 2009

D'Alema: serve un segretario, non il capo della Puglia- da www.barilive.it


Michele gli iscritti non lo vogliono, e gli iscritti non sono tessere ma persone
Creare l'alternativa a Berlusconi è possibile: bisogna crederci
di Antonella Ardito

Chiude a Carbonara, nel quartiere dove sono raccolti molti suoi fedelissimi fin dai tempi del PCI e dove Michele Emiliano è andato sotto nelle elezioni dei circoli la campagna barese delle primarie di Massimo D’Alema. Accanto a lui c’è Sergio Blasi, “il prossimo segretario regionale del Partito democratico” e i candidati nelle liste per le assemblee nazionali e regionali oltre a Dario Ginefra, segretario provinciale del Pd.
“I nostri iscritti hanno scelto il segretario regionale del Partito Democratico – ha ricordato D’Alema – hanno votato 30 mila persone. Io spero che questa scelta venga confermata e fortificata dal voto popolare e il mio impegno, visto che non sono candidato a far parte delle assemblee, è che Sergio Blasi sia il segretario del partito in Puglia”.
Nessuna paura di brogli, l’inquinamento ai seggi, probabile soprattutto a Bari dove Michele Emiliano ha estimatori e elettori che vanno ben oltre l’Udc: secondo Massimo D’Alema è un'ipotesi lontana dalla realtà.
“Noi abbiamo dei seggi, chi viene si deve far riconoscere, non è facile per chi sia notoriamente ostile al centrosinistra andare a votare. Nei seggi sono rappresentati tutti i candidati e le componenti. C’è un’assoluta garanzia di trasparenza. Tutto questo chiacchierare di inquinamenti è una forma di allarmismo che non trova riscontri; come le polemiche sui signori delle tessere, in realtà non hanno votato le tessere ma le persone, non si vota con il pacchetto delle tessere. I militanti di destra sarebbero subito scoperti, sarebbe una situazione politicamente sgradevole, ma non pavento fenomeni di massa. Potranno esserci dei singoli casi ma in realtà sio sono fiducioso nella grande partecipazione popolare”.
Fatto il segretario bisognerà occuparsi del candidato presidente della Regione Puglia, ricordando che non bisogna più scegliersi il candidato e poi proporlo agli altri partiti del centrosinistra. Si ragiona prima sulla convergenza programmatica e politica e poi sul nome. Serve inoltre “rilanciare l’iniziativa per l’alleanza per il Mezzogiorno – ha sottolineato D’Alema – che va oltre il centrosinistra”. Chiaro il riferimento all'Udc e alle sperimentazioni politiche alla provincia di Brindisi e al Comune di Bari.
E su Michele Emiliano il leader Maximo non ha dubbi: “Deve tornare a fare il sindaco di Bari cosa per la quale è stato eletto dai cittadini invece di andare a fare i comizi. Non ho capito le ragioni della sua iniziativa. Lui è segretario uscente e gli iscritti del partito gli han già detto coralmente che non lo vogliono: tutti in realtà gli vogliamo bene, ma lui non è la persona adatta a fare il segretario del partito. Pretendere di fare tutto insieme è da comandanti, e non abbiamo bisogno di comandanti, ma di un segretario. Chi fa il sindaco deve rapportarsi e collaborare: l’idea di un uomo solo al comando corrisponde male a quello che fanno gli altri: ma la nostra cultura è diversa e spero che anche Michele Emiliano se ne renda conto”. D’Alema parla di una vera operazione pedagogica, per aiutare Emiliano a trovare il suo ruolo e ricorda al suo amico big Mike che non c’è bisogno di un capo della Puglia. Il Partito democratico deve venire fuori fortificato dalle primarie, per dare la possibilità agli italiani di girarsi dell’altra parte, di distogliere lo sguardo da Berlusconi e dal centrodestra e trovare un’alternativa di governo stabile e credibile.


Q

Ultime News inserite