Vince il ricorso sui manifesti, sceglie di annullare le feste in piazza e in discoteca: le ultime decisioni di Michele Emiliano sulla corsa verso la segreteria del Pd
di Antonella ArditoTranquillo e pronto alla lotta, come sempre, con la consapevolezza che da queste primarie del partito democratico ha tutto da guadagnare. Le strade del futuro politico di Michele Emiliano sono ad un bivio: la riconferma alla segreteria regionale del Pd quasi sicuramente non avverrà la notte del 25 ottobre. Egli potrebbe tranquillamente ritrovarsi in un ballottaggio se Sergio Blasi, suo primo antagonista, non riuscirà a portare a casa il 50% più uno dei voti. Ma intanto Michele Emiliano incassa l’accoglimento del ricorso alla commissione di garanzia nazionale per la questione dei manifesti.
La commissione regionale di garanzia guidata da Corrado Tarantino aveva chiesto che i manifesti di Michele Emiliano fossero rimossi o coperti. “I miei 6x3 non sono stati cassati, hanno un costo contenuto entro il limite di spesa previsto dal partito per le primarie – ha ricordato Emiliano – e sono il frutto di una discussione politica all’interno del gruppo che mi sostiene”. Coprire i manifesti sarebbe stato poi un danno di immagine, come hanno scritto da Roma, non indifferente per il Pd. Luca Rutigliano, uomo cardine dello staff del sindaco, ha chiarito che egli ha fatto semplicemente il suo lavoro: “Ho fatto un’offerta per rastrellare gli spazi invenduti in tutta la Puglia, con 15 mila euro più il 4% di Iva ne ho presi 420. Questa somma con i 10 mila euro che dovevamo utilizzare per la festa in piazza è ben al disotto del limite imposto dal Partito democratico”. I conti tornano mentre è stata annullato il tour nelle discoteche di Michele Emiliano e la festa di sabato è stata rinviata a dopo le primarie, “per festeggiare tutti insieme – ha ricordato Emiliano – il nuovo segretario, qualunque esso sia, con una visione comune e coesa del partito”. Al Pd del dopo primarie Michele Emiliano fa due proposte: affidare le scelte dei manager della sanità ad un Consiglio superiore della sanità della Regione Puglia per cercare la separatezza della gestione della cosa pubblica dall’indirizzo strategico e politico, “ma temo che per Minervini e Blasi che hanno molti i consiglieri regionali dalla loro, sia difficile da attuare. Poi io chiedo che non ci sia spazio per i stipendiati all’interno del Pd: non si può essere militante e controllore insieme (come nel caso di Tarantino ndr). E' insopportabile, basta con il funzionariato politico. Io ricordo che il segretario regionale dei Ds percepiva 5 mila euro al mese, aveva un appartamento a Bari, un’auto a disposizione e rimborsi a gogo per cene e pranzi. Io chiedo soprattutto a Sergio Blasi che è sicuro di aver già vinto se è disposto a rinunciare a questo e a smetterla con le assunzioni nel partito. Poi gli voglio ricordare che anche Fitto e Simeone dicevano di aver già vinto, e poi sappiamo cosa è successo”.
Il sindaco di Bari intanto difende i suoi ragazzi di Emilab, li invita a cambiare nome: “Sono troppo bravi e per questo diventano antipatici. Si sa, qui si ragiona così: ma il loro documento invita veramente alla sobrietà, e io chiedo loro di essere comunque vada sempre vicini al Pd”. Lorenzo D’Agostino, giovane uomo Emilab non usa mezzi termini: “La giovanile del Pd è stagna rispetto al partito è una sorta di incubatrice dello stesso tipo di meschinità che si trova nel partito dei grandi. Vorremmo ruoli importanti nel partito vero, nel Pd. Come si fa a cambiare davvero senza fiducia?”. Per la giovane donna Emilab Roberta Talia la parola chiave è democrazia partecipata, da attuare attraverso il deliberative pooling, una procedura messa a punto vent’anni fa alla Stanford University ma che punta semplicemente a far partecipare in maniera ragionata alla decisioni del Pd un numero congruo di persone e di cervelli politici. “Bisogna dare un segno di apertura perché i circoli del Pd sembrano luoghi chiusi. Ogni circolo ha il suo sito e questo non va bene, serve maggiore coerenza nelle scelte e nelle decisioni, anche sul piano della comunicazione”
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