Per l’istituto Crespi i migliori candidati sarebbero la senatrice leccese ed il sindaco barese. Peccato che entrambi difficilmente saranno della partita. L’entusiasmo e il consenso scende sugli altriBARI - Le votazioni regionali sono praticamente imminenti: cinque mesi appena all’appuntamento elettorale che dovrà rinnovare il governo pugliese. Eppure l’anomalia sta nel fatto che gli schieramenti politici, che si dovranno fronteggiare, ostentano ancora poche idee chiare sulle proprie strategie elettorali: sia centrodestra che centrosinistra, ad oggi, non hanno alcun candidato ufficiale ed ondeggiano tra ipotesi che non sembrano trovare il coinvolgimento di tutti i rispettivi simpatizzanti.
A risvegliare minimamente il torpore politico di queste ore, ci pensa un sondaggio telefonico su un campione di circa 800 intervistati dell’Istituto Crespi, per conto di Affari Italiani, che ipotizza alcuni candidati per ciascun schieramento e ponendoli l’un contro l’altro armati prova a quantificare le rispettive possibilità di successo. E le sorprese non mancano. Per Crespi, la partita interna al centrodestra sarebbe tra tre nomi, ossia, Stefano Dambruoso (che poche settimane fa sembrava lanciato, ma che oggi vede raffreddarsi gli entusiasmi intorno alla sua candidatura), Rocco Palese e la “dissidente” Adriana Poli Bortone; per il centrosinistra, due sole possibilità: riconfermare Nichi Vendola o in alternativa puntare sul sindaco di Bari, Michele Emiliano. I risultati, come detto, sono quanto mai sorprendenti, visto che i migliori candidati possibili, con maggiori possibilità di successo, sarebbero gli outsider dell’ultima ora, ossia, da una parte, Michele Emiliano, e, dall’altra, Adriana Poli Bortone. In particolare, il sindaco di Bari, in ogni confronto singolo con i possibili candidati del centrodestra, secondo il sondaggio, vincerebbe con un buon margine, ma nello scontro con la senatrice si assisterebbe all’avvincente testa a testa. Per la Poli, secondo la rilevazione, vittoria assicurata contro Nichi Vendola, mentre per gli altri due possibili nomi del centrodestra, nessun margine di successo, almeno per ora. Nel confronto interno, la notorietà della Poli supera quella di Palese di 7 punti percentuali e quella di Dambruoso di trenta.
Il dato è curioso per una motivazione molto semplice che accomuna i due candidati più forti, ossia, per il fatto che con ogni probabilità resteranno nomi sulla carta: Emiliano, infatti, ha sempre sostenuto di voler continuare a fare il sindaco di Bari, tra l’altro, sottolineando in ogni occasione la “riconferma naturale” di Vendola; dall’altra parte, la Poli sconta le polemiche politiche col Pdl e il suo allontanamento dal centrodestra salentino: per questo, difficilmente potrà essere la candidata ufficiale della coalizione.
Ma, ad onor di cronaca, il sondaggio di Crespi non sembra tener conto di diversi fattori e mostra forse un’incompletezza che non rende giustizia alla situazione politica pugliese ben più complessa: se, infatti, i dati si basano semplicemente sul gradimento dei volti noti nel consenso popolare, Crespi dimentica di evidenziare come sia poi necessario comporre delle forti coalizioni a sostegno del candidato presidente. E da qui partono i nodi cruciali del prossimo voto: Udc e Idv, partiti che sulla carta potrebbero anche raggiungere il 10% dei consensi, non hanno ancora deciso con chi stare, anche perché ritengono fondamentale il passaggio su un candidato condiviso; la ricandidatura di Vendola e quella di Dambruoso per il centrodestra non sembrano al momento riscontrare il pieno apprezzamento delle singole coalizioni. Per quel che riguarda la Poli Bortone, bisognerà vedere anche se le ultime vicende politiche, che sembrano aver spento l’entusiasmo intorno al suo “Io Sud”, e se le vicissitudini giudiziarie legate al caso Iskenia e a Via Brenta ne scalfiranno il consenso davanti agli occhi degli elettori. Ma soprattutto, Crespi non computa tra i candidati del centrosinistra, l’unico vero nome davvero alternativo a quello di Vendola, ossia Francesco Boccia, già indicato da alcuni come una importante risorsa per le prossime regionali.
Di certo, se a scaldare il cuore degli elettori sono più quelle che partono considerate come “seconde linee”, i responsabili dei partiti qualche problema forse se lo dovrebbero porre.
Landolfo contro Gallo: “Dal Pdl nessuna scelta democratica”
In queste ore, intanto, si registra qualche attrito interno al Pdl salentino. Il responsabile del Liberali nel Pdl, Giuseppe Landolfo, replica al coordinatore provinciale del Pdl, Cosimo Gallo, in merito alle scelte fatte dal Partito da lui retto nel passato recente: “Nessuna valutazione democratica è stata fatta – sostiene Landolfo - per scegliere i candidati da proporre in tutte le elezioni svoltesi in questi anni sia a livello comunale, che provinciale e regionale. Sono state indicate persone e quindi candidati, senza rispettare le più elementari norme degli statuti prima di Forza Italia e poi del Pdl. Statuti che, invece, propugnano gli ideali di libertà e di democrazia. In ultimo, la scelta dei candidati nei collegi provinciali delle recenti elezioni è stata fatta in violazione delle norme statutarie senza il minimo rispetto della democrazia interna del Partito”.
“Da qui – prosegue Landolfo - le ragioni del Nostro ricorso al Tar e di rimbalzo all’Alta Corte, per far rispettare i canoni fondamentali di democrazia costituzionali. Rimproveriamo a Cosimo Gallo il comportamento non democratico e calpestante dei più elementari principi di democrazia. Capiamo il suo modo di concepire le elezioni nate ‘per grazia ricevuta’ visto che la sua nomina a Senatore non scaturisce da scelte democratiche all’interno del Partito”. Landolfo in conclusione si dice aperto alla possibilità di un confronto diretto con Gallo, per “far capire agli elettori e telespettatori da quale parte è la giustezza dei fatti”.
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