Dai dati che la Confartigianato rileva ogni anno, si può constatare che, sfidando le congiunture fortemente negative, la voglia di impresa esiste e ci sono molti giovani che decidono di aprire una azienda artigiana e di investire sul futuro, anche se questa voglia di impresa si scontra poi con l’elefantiaco apparato burocratico e con la mancanza di una politica di sostegno forte nei confronti dell’artigianato, soprattutto nella nostra regione.
Nel variegato mondo dell’artigianato salentino, esistono ancora dei settori di nicchia che dovrebbero essere maggiormente valorizzati.
Oltre ai settori tradizionali da tutti conosciuti, ci sono delle professioni artigiane che sono destinate a scomparire se non vengono preservate per potere essere trasmesse dai padri ai figli; penso, per esempio, all’antica arte dei figuli, presente in alcuni paesi come Cutrofiano, Lucugnano e Ruffano, e all’arte dei maestri cartapestai, che ha fatto conoscere Lecce in tutto il mondo. Anche i nostri maestri pasticceri sono famosissimi. Ci sono degli artigiani che svolgono dei lavori molto particolari, come il cordaio e il funaio, ma molto utili,come il vecchio arrotino, un mestiere che sta scomparendo. Anche nell’ambito dell’edilizia, bisognerebbe valorizzare maggiormente quei mestieri che un tempo erano preziosi ma oggi quasi scomparsi, come i costruttori di muretti a secco e i mosaicisti, o i restauratori edili ed i pittori edili artistici. Una eccellenza tutta salentina è quella dell’artigianato artistico. La battaglia che la Confartigianato Lecce vuole condurre è quella di difendere questa categoria, perché gli artigiani artisti sono una risorsa importante da valorizzare in quanto rischia di scomparire con gli ultimi anziani che ancora si dedicano con tanto amore alla loro arte. Non tutti sanno, per esempio, che alcuni salentini hanno degli importanti primati, grazie alla loro capacità artigianale. Pensiamo al calzolaio casaranese Antonio Parrotto, che produce calzature fatte a mano di grandissima qualità, paragonabili a quelle marchigiane. Pensiamo alla signora Marilena Sparasci di Torrepaduli che, oltre ad aver confezionato dei paramenti sacri per la Messa del Papa a Leuca lo scorso anno, con la sua associazione “Non solo fili” porta avanti questa antichissima tradizione del merletto a tombolo salentino. Pensiamo ad Adriano Stefanelli, artigiano di origine tugliese, divenuto il calzolaio del Papa (una copia delle calzature realizzate per Giovanni Paolo II sono esposte, insieme a quelle realizzate per il patriarca di Russia Alessio II, proprio a Tuglie nel Museo della Radio); o anche ad Antonio Coluccia, anch’egli di origini tugliesi, emigrato a Friburgo, Germania, che ha recentemente realizzato delle calzature per i malati di diabete. Pensiamo allo scalpellino Emanuele Nassisi di Parabita, (città famosissima storicamente proprio per il suo artigianato artistico) che esegue i suoi lavori in pietra leccese anche in America, precisamente a New York. Potrei citare tanti altri esempi. Nella nostra provincia ci sono ben 5 Istituti d’Arte. La formazione dell’artigianato artistico ormai non avviene più attraverso i laboratori ma attraverso le scuole. Dunque bisognerebbe creare un maggiore collegamento fra le scuole ed il territorio, perché molti ragazzi che escono dagli Istituti d’Arte vanno nel Nord Italia o anche all’estero per realizzarsi, e magari diventano anche famosi, ma qui nessuno lo sa. La preparazione che offre la scuola poi dovrebbe essere rafforzata da attività di studio e formazione per tutti coloro che intraprendono questa professione e che devono essere continuamente aggiornati. Per concludere, posso assicurare che lo sforzo mio personale e di tutta la Confartigianato Lecce sarà, nei prossimi mesi, quello di dare più forza all’artigianato artistico salentino".
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