Oggi incontro "interlocutorio" tra il governatore e Zazzera. "Dire che lo sosteniamo non è corretto, ma non poniamo pregiudiziali sui nomi"
Per l'intesa è necessario che vengano rimossi tutti i manager della sanità indagati, cambiare rotta nella gestione del ciclo dei rifiuti e ripubblicizzare l'Acquedotto pugliese“Dire che l’Italia dei Valori da oggi sostiene la candidatura di Vendola non è corretto, ma certamente il mio partito non pone pregiudiziali sulle persone”. Dopo quasi un’ora e mezza di confronto tra il presidente pugliese e Fratoianni da un lato e Pierfelice Zazzera e il consigliere regionale Olivieri dall’altro (e dopo un incontro con il neosegretario Pd Blasi), sembra che il percorso dell’Idv si stia avvicinando a quello del centrosinistra. O meglio, quel centrosinistra che non ha mai avuto dubbi sulla ricandidatura del governatore.
Oggi l’incontro “interlocutorio, di passaggio”, come lo ha definito il segretario regionale Idv, “che riguarda la costruzione della coalizione e del progetto”. In sostanza, momento fondamentale per serrare le fila e riunirsi attorno a un unico nome per la presidenza della giunta pugliese, che sembra corrispondere per i dipietristi per la prima volta con quello dell’attuale presidente. D’altronde, lo ha ribadito Zazzera stesso: “Noi possiamo anche cambiare idea”.
“Per quanto riguarda la scelta del candidato”, ha precisato però Zazzera, “ci confronteremo sui contenuti. Il nostro obiettivo è costruire una coalizione che vede la partecipazione della società civile e il coinvolgimento di quelle forze che hanno preso le distanze dai modi e dai metodi del centrodestra di Raffaele Fitto”. Concetto ribadito dallo stesso Vendola: “Ci sono settori moderati che patiscono il centrodestra pugliese e noi dobbiamo essere in grado di intercettarli”. Udc, Io Sud e non solo.
Ma per cominciare questo percorso, l’Idv ha necessità di verificare che si verifichino evidenti segnali di rottura con il recente passato.
“Abbiamo chiesto al Presidente Vendola la rimozione di tutti i manager della sanità indagati”, ha sottolineato l’on. Zazzera, “e provvedimenti urgenti a separare i partiti dalla gestione sanitaria. Ma anche una certa discontinuità nella gestione del ciclo dei rifiuti e sulle politiche ambientali ancora troppo condizionate dai poteri forti. Abbiamo apprezzato la volontà di ripubblicizzare AQP, ma è necessario approvare subito in Consiglio Regionale il provvedimento”.
Il tempo però stringe. Prima della convention di ricandidatura di Vendola, programmata per il 15 novembre e definita dallo stesso Zazzera “una fuga in avanti” che sembra dividere anziché unire, il cerchio deve essere necessariamente chiuso.
Un punto è certo: bisogna allargare l’intesa alle forze politiche centriste. “Io non pongo veti, ma non intendo subirli. Abbiamo bisogno tutti di uscire da un'idea della politica fatta di un gioco di veti”, ha dichiarato Vendola al termine dell’incontro. “Dobbiamo concentrarci molto sulla costruzione del programma e della coalizione”, ha aggiunto, “tutti coloro che sanno quali siano i danni che il governo Berlusconi ha inflitto al Sud, credo che hanno il dovere di trarne le conseguenze. Una grande coalizione che assume la nuova questione della difesa dei valori democratici, la difesa del Sud, e la centralità della questione morale”.
Quindi, “una nuova coalizione per arricchire l’esperienza del cambiamento pugliese e per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia, la possiamo fare”. E l’incontro di oggi forse è la dimostrazione che si è partiti con il piede giusto
Q