«Credo – ha proseguito – che dobbiamo guardare con attenzione anche alla recrudescenza di fatti di violenza e di omicidi nella città di Bari. Quando muore un boss o viene decapitato un esercito mafioso, se tu non vai ad occupare il suo territorio con i diritti, con l’organizzazione di servizi sociali, con l’aiuto alle famiglie disagiate, dopo poco tempo si riforma daccapo un tessuto, un clan, un boss». Per Vendola «il cittadino può impedire questo condividendo la cultura della legalità e considerando l’insopportabilità della sopraffazione mafiosa. Noi come Regione Puglia siamo davvero all’avanguardia», ha detto ricordando come una discoteca di Adelfia è stata sequestrata e trasformata, con soldi regionali, in un luogo in cui «i giovani fanno arte, cultura, comunicazione. L’antimafia più efficace – ha concluso - è quando dai lavoro e diritti ai cittadini».
«NON DIMENTICHIAMO IL SANGUE VERSATO»
«C'e' voluto molto sangue nelle strade di Puglia per comprendere che alcune situazioni erano intollerabili»: lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, riferendosi alle stragi mafiose degli anni scorsi. “La malavita qui – ha aggiunto il governatore di fronte al ministro degli Interni – non fu soltanto malavita, fu anche condizionamento della vita istituzionale. Dobbiamo ricordare bene ciò che è accaduto in quegli anni, perchè se il ricordo diventa una specie di fumetto facile, non ci consente di fare un rendiconto del fatto che la criminalità organizzata e le mafie in Puglia hanno aggredito la democrazia e sono entrate nella vita civile, hanno condizionato l’economia, e hanno rischiato di condizionare anche la vita politica e istituzionale».
Vendola ha ricordato quando, da ragazzino, lavorò a Trani come cameriere in un ristorante spesso frequentato da contrabbandieri e pregiudicati e come ora la Regione, sotto il suo governo, abbia fatto passi in avanti nella lotta alla mafia. In particolare Vendola ha citato i 20 milioni di euro di fondi, anche europei, stanziati per i percorsi della legalità, i sette milioni investiti per il recupero dei beni confiscati alla mafia e il finanziamento della informatizzazione dei fascicoli giudiziari alla Procura di Lecce, che si intende estendere a tutta la Puglia.
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