
Foto di Andrea Stella
Se Rotundo si fosse documentato avrebbe saputo che quest’anno alla Borsa internazionale del turismo di Milano nessun comune del Salento era presente con un proprio stand. Nessuno. Mentre tutti erano presenti con la loro offerta turistica, particolare e differente da territorio a territorio, all’interno del grande stand della Provincia di Lecce.
Un accordo preventivo dell’assessore al Marketing territoriale Francesco Pacella ha fatto sì che tutte le Amministrazioni comunali fossero coinvolte in una strategia di macromarketing. In linea anche con quanto predicato in passato, spero non inconsapevolmente, dai compagni di Rotundo, quando guidavano Palazzo dei Celestini.
Insomma oggi tutti hanno finalmente capito che non si possono promuovere i campanili in una fiera di importanza internazionale come la Bit. La frammentazione dell’offerta è il rischio peggiore, caro Rotundo. Portiamo pure il nostro prodotto specifico e caratteristico, evitando però di far prevalere il personalismo territoriale sul marchio di area più vasto e significativo.
Se qualcuno poi avverte la smania di portare alla Bit di Milano gli stand delle Circoscrizioni di Lecce o del proprio condominio dimostra di non aver capito nulla del turismo. E poi diciamo la verità i flussi turistici che hanno interessato Lecce in questi ultimi mesi e anni sono un fatto di chiara evidenza. Indipendentemente dalle sapute analisi di strategia turistico economica del consigliere Rotundo. Al quale va il nostro augurio per una bella campagna elettorale, con un suggerimento però: che parli piuttosto di politiche sanitarie o emergenza rifiuti e lasci perdere il turismo. Non è il suo terreno politico-amministrativo, ci pare.
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