BARI - Inizia con le urla e le proteste dentro e fuori l’aula dei precari della sanità, si conclude con la stretta di mano tra i due principali sfidanti nella corsa al posto di governatore, il presidente uscente Nichi Vendola e il capogruppo Pdl Rocco Palese. La lunga notte dedicata dal consiglio regionale alla legge «omnibus» sulla sanità è servita a partorire la legge, strumento chiave per rimettere a posto molti angoli bui del sistema sanitario pugliese. Ma ce n’è voluta perché si uscisse dall’impasse della prima giornata, quando i precari bloccavano il traffico con la manifestazione di protesta e in aula il consigliere Aldo Aloisi, onde bloccare l’esame della legge, si siedeva sulle ginocchia del vicepresidente del consiglio Luciano Mineo (per poi essere allontanato dai messi) onde occupare «simbolicamente» la presidenza. Alle 3,30 circa, quindi, lo sblocco: l’iniziativa del capogruppo Antonio Scalera di mettere subito ai voti il solo articolo 32, quello riguardante le internalizzazioni (e dunque l’assunzione dei circa 8mila precari interessati nelle società in-house che creerà la Reigone onde dar loro occupazione stabile) per poi passare all’esame degli altri articoli di legge. La situazione si sblocca, i precari si tranquilizzano ma restano a vigilare sull’esito finale dell’intera legge e i capigruppo, dopo la nottata di battaglie, tornano a riunirsi per trovare l’intesa.
Si arriva così al taglio drastico dei 735 emendamenti, 300 dei quali presentati dalla maggioranza e altrettanti dal Pdl. L’assessore alla Salute Tommaso Fiore, dal canto suo, rinuncia a 8 articoli dei 48 previsti dal testo originario e si arriva così alla discussione, spedita, del ddl.
Qualche novità e qualche articolo approvato all’unanimità. Per quanto riguarda l'accreditamento delle strutture sanitarie (art.6) è stato approvato un emendamento con il quale si consente alle strutture sanitarie e socio sanitarie di poter completare nel tempo di due anni a partire dall’entrata in vigore della legge, le operazioni necessarie alla richiesta di autorizzazione. Sì anche alla riconversione delle strutture psichiatriche in Rsa (residenze socio sanitarie), alle procedure concorsuali, all’assunzione di personale negli istituti penitenziari, alle norme per la nomina dei direttori generali delle Asl (verrà istituito un registro di aspiranti all’incarico la cui professionalità verrà valutata da una apposita commissione di esperti e ci saranno corsi di formazione) e ai maggiori controlli su protesi e appalti. Inoltre, con un emendamento, via alla stabilizzazione a tempo indeterminato dei medici del servizio di emergenza del 118 e all’accreditamento per le strutture di dialisi. Ma la legge prevede anche la centralizzazione dei costi tramite Empulia.
Quanto alle assunzioni, che saranno spalmate negli anni e scandite dal cronoprogramma che ciascuna Asl si darà rispetto al fabbisogno di personale, qualche problema potrebbero crearlo ai vincitori di concorso: i socialisti Lonigro e Gianfreda hanno insistito perché si arrivasse ad uno scorrimento delle graduatorie onde evitare che i precari possano «superare» chi ha i titoli ma è in attesa del posto. Nodo non sciolto, secondo l’opposizione, anche quello relativo ai dirigenti delle società in-house (l’art. 32 bis presentato dal Pdl): non è passata la norma che ne obbligava la provenienza dall’interno della Asl, proceudra questa che avrebbe aperto un caso sulla Sanitaservice di Foggia, già operativa e guidata da un «esterno».
Problemi ritenuti marginali di fronte all’intesa bipartisan, tanto che Vendola - al termine dei lavori e tra le lacrime di commozione del presidente del consiglio regionale Pietro Pepe, alla sua ultima seduta - ha speso parole di elogio per l’opposizione e lo stesso Palese. Il quale ricambia l’atto di cortesia ma non cede sulla sostanza: «il nostro senso di responsabilità e il nostro amore per la Puglia hanno privato l’omnibus di norme dannose ed elettorali». «È stato sventato un assalto alla diligenza» gli fa eco Massimo Cassano, rivendicando la decisione di dire sì alle internalizzioni onde sgombrare il campo dall’autogol sfiorato dal Pdl il giorno prima col suo ostruzionismo alle assunzioni. Parla di «onorevole pareggio» con la maggioranza anche Roberto Ruocco, capogruppo di An-Pdl. Da oggi si volta pagina, tutti pancia a terra nella campagna elettorale.
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