"Vendola e l'assessore Stefàno forse pensavano che sarebbe bastata una delle loro filastrocche perché il governo dichiarasse lo stato di crisi per l'agricoltura pugliese, e invece dal ministro Zaia è venuta l'ennesima dimostrazione della trazione leghista di questo Esecutivo e della irrilevanza di
tutto ciò che succede nelle regioni non padane". Lo dichiara Adriana Poli Bortone, candidata alla presidenza della Regione Puglia, a proposito della decisione del governo di considerare irricevibile la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi.
"A Vendola e alla sua giunta - spiega la senatrice - interessa la passerella più che i problemi reali degli agricoltori pugliesi, altrimenti su questo come su altre questioni stringenti che riguardano la crisi che stiamo attraversando metterebbero maggiore attenzione e maggiore cura anche agli aspetti burocratici". "Questa vicenda – sottolinea la senatrice – fa il paio con la beffa sul caso della Adelchi di Tricase, per la quale il sottosegretario al Lavoro, Viespoli, ha risposto a una mia interrogazione parlamentare dicendomi che il suo ministero non è mai stato investito della vertenza che riguarda quella azienda".
"Certo, il ministro Zaia - conclude Poli Bortone - avrebbe potuto evitare di far passare tanti mesi prima di far sapere alla Puglia che era necessario ripresentare meglio la domanda, ma d'altronde questo è lo stesso Governo che ha deciso, per ben due volte, di attribuire alle quote latte parte delle risorse destinate al Sud, ha stanziato 10 milioni per il parmigiano e altri 10 milioni per il prosciutto di Parma: questi provvedimenti sono stati tutti votati dai parlamentari pdl pugliesi, che invece hanno votato contro un mio emendamento in favore dei nostri agricoltori".
Q