Rocco Palese, candidato del Pdl, accusa Vendola di accorgersi “con ritardo” delle scelte del governo, affermando, peraltro, che “questioni così delicate come l’assistenza a cittadini extracomunitari in condizione irregolare non possono essere risolte con provvedimenti ispirati dalla solita demagogia astratta e parolaia”. Il candidato del centrodestra ha ribadito che, comunque sia, il governo Vendola si è caratterizzato per cinque anni di “diritti negati”.
A dar man forte alle affermazioni di Palese, interviene anche Saverio Congedo che sottolinea: “L’impugnazione da parte del Governo delle recenti norme regionali in materia di sostegni all’immigrazione era doverosa ed ampiamente prevedibile. Infatti, pur condividendone le ragioni umanitarie, avevamo ampiamente previsto una difesa da parte del Governo nazionale delle prerogative sancite dalla Costituzione rispetto ad un’evidente invasione di campo della Regione in competenze non sue”.
Congedo ritiene ancor più scontata l’impugnazione ove si consideri che “le norme regionali in questione non affrontano le ragioni del crescente disagio dei fenomeni immigrativi incontrollati ma sono, invece, pesantemente segnate da una cultura ideologica all’insegna dell’accoglienza purchessia, senza troppi riguardi né per i diritti dei cittadini Italiani né per le ragioni della sicurezza e della legalità. A ciò si aggiunge lo stridente contrasto con le politiche nazionali approvate dal Parlamento, come se la Puglia fosse una repubblichetta rossa indipendente”. Secondo Congedo, vengono, pertanto, confermate le ragioni per le quali “non abbiamo espresso un voto favorevole alla legge in questione, avendo rilevato come la normativa concreta esorbitasse ampiamente, in direzione della demagogia di sinistra, rispetto alle pur apprezzabili intenzioni iniziali”.
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