Ex democristiano, andreottiano di ferro, è stato negli anni 80 vice presidente della Regione Puglia e assessore regionale. Probabile che accetti e questo può rappresentare un notevole vantaggio per il partito berlusconiano atteso che l’ex presidente della Regione Puglia gode ancora di un forte consenso.
La sua carriera politica fu interrotta durante gli anni di Tangentopoli per una vicenda legata alla sua carica di ammistratore a Ceglie Messapica. Poi assolto.
MELE E CITO NEGLI ELENCHILe candidature dell’ex deputato Udc Cosimo Mele, coinvolto tempo fa in una vicenda di sesso e droga in un albergo romano, e di Mario Cito, figlio dell’ex deputato e sindaco di Taranto Giancarlo già condannato a quattro anni per concorso esterno in associazione mafiosa, sono le prime curiosità che emergono dalle liste presentate, o che stanno per essere presentate, nei tribunali pugliesi per le Regionali di marzo. Mele quasi certamente sarà candidato col movimento Io Sud di Adriana Poli Bortone – che corre proprio con l’Udc – nella circoscrizione di Brindisi (l'ex deputato è di Carovigno). Cito, invece, è nella lista 'I pugliesi per Palese presidente', depositata a Taranto dov'è stata già presentata quella dell’Udeur (appoggia il candidato del Pdl alla presidenza della Regione, Rocco Palese), mentre in serata anche il Pd tarantino dovrebbe consegnare la lista dei candidati. Alla presidenza della Regione l’unica candidatura presentata al momento resta quella di Michele Rizzi (Alternativa comunista).
VIA ALLA PRESENTAZIONE DELLE LISTE REGIONALIE' stato Michele Rizzi di Alternativa Comunista il primo a presentare stamani alle 8, all’apertura della Corte d’Appello di Bari, la propria candidatura alla presidenza della Regione Puglia in vista del voto del 28 e 29 marzo. Per la presentazione c'è tempo dalle 8 alle 20 di oggi e dalle 8 alle 12 di domani: dovranno essere consegnate le liste definitive con i nomi dei candidati al Consiglio regionale alla Corte d’Appello e ai tribunali di Bari, Foggia, Brindisi, Taranto, Lecce e Trani.
Sono 70 i consiglieri che faranno parte del nuovo Consiglio regionale della Puglia: 56 i consiglieri che verranno eletti direttamente dalle urne, oltre il presidente; gli altri 13 verranno assegnati con il premio di maggioranza. Tutto pronto nella 'fabbrica di Nichi', il comitato elettorale del presidente uscente della Regione Puglia, Nichi Vendola (Sel) che in giornata consegnerà le liste. Sono sei quelle che sostengono Vendola: Sinistra e Libertà (capolista è il giornalista della Rai Raffaele Nigro), Pd, la Puglia per Vendola (la lista del presidente), Federazione della Sinistra-Verdi, Idv-Lista di Pietro, lista Pannella-Bonino.
Cinque le liste a sostegno del candidato del centrodestra, Rocco Palese: Pdl, la Puglia prima di tutto, i Pugliesi (la lista del presidente), la federazione che vede sotto uno stesso simbolo l’Alleanza di centro di Pionati-Pli-Dc (di Pizza)-Caccia e Ambiente e l’Udeur.
Il candidato del polo di centro, Adriana Poli Bortone verrà sostenuta da tre liste: Io Sud-Mpa, rifondazione democristiana di Publio Fiori e Udc.
Infine, Michele Rizzi: sarà sostenuto da una lista e con lui ci sono studenti del movimento contro la Gelmini, operai e precari.
ORE 19:00 - SALVATORE GRECO, CONTRO DI ME ACCUSE PRESCRITTEDopo le prime udienze dinanzi al gupdel tribunale di Bari «gran parte dei presunti addebiti che la Procura di Bari mi contesta è stata dichiarata estinta per prescrizione, la parte restante si prescriverà nel giro di alcuni mesi». Lo dichiara in una nota il coordinatore regionale del movimento 'La Puglia prima di tutto', Salvatore Greco, riferendosi all’udienza preliminare che lo vede indagato per associazione per delinquere e concorso in falso (all’epoca consigliere regionale Udc) in un’inchiesta sulla sanità pugliese che coinvolge anche gli imprenditori baresi Claudio e Gianpaolo Tarantini.
Greco aggiunge che questo è dovuto non al sopraggiungere di leggi che hanno ridotto i termini di prescrizione, ma “più banalmente perchè un’inchiesta nata nel lontano 1998, e archiviata una prima volta nel 2003, è rimasta chiusa in un cassetto per almeno cinque anni senza che sia stato compiuto alcun atto di indagine” a suo carico, e sarebbe stata tirata fuori “ad orologeria” per il clamore suscitato da altre vicende di Tarantini. Greco sottolinea di non aver mai ricevuto un avviso di garanzia, mentre al di fuori delle aule giudiziarie tutto questo «ha fatto buon gioco a chi – durante la scorsa campagna elettorale e durante questa – non ha altri argomenti da spendere se non l’utilizzo di schegge di inchiesta, diffuse ad arte - conclude Greco – da magistrati cui preme più essere protagonisti del confronto politico che non funzionari dell’Ordine giudiziario».
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