La barzelletta è abbastanza vecchia e nota e circola in almeno 20 versioni regionali diverse. Di fronte alla folla inferocita e ormai decerebrata dall'odio, Pilato fa domande non retoriche su Barabba e Gesù. Per ben tre volte la folla gli vomita in faccia il nome di Barabba e
alla fine Pilato si arrende: "E sia, Barabba Libero e Gesù Cristo a terzino. Ma se perdiamo sono cavoli vostri".
In Regione sono cavoli nostri invece e visto il materiale umano che siederà sui 78 (tantissimi) scranni di via Capruzzi, visto il "peso" elettorale di alcuni che sembra inversamente proporzionale alle reali competenze e ai reali meriti politici, visto che sia Tedesco, sia Emiliano,sia D'alema sono riusciti a piazzare i loro coboldi (di quegli altri ci interessa meno perchè stando all'opposizione possono fare meno danni), ci è sembrato giusto chiedere alla nostra utenza di farci una squadra di governo in grado di continuare e migliorare quello che è già stato fatto nei primi cinque anni di governo Vendola. Cercando di evitare imprevisti e finite in prigione, come a Monopoli, su temi delicatissimi come la sanità.
Atteso che i magistrati sono ancora al lavoro e a parte il ballon d'essai di Mazzarano(che deve dimettersi immediatamente se non vuole fare la peggiore figura di melma della sua vita), ben altre e corpose note dolenti sono in arrivo da Palazzo di Giustizia, cerchiamo di fare una giunta adamantina e competente.
Noi, al momento, ci permettiamo di chiedere a Nichi Vendola di non nominare da nessuna parte:
1. Nicola Canonico, PD, 16680 voti dopo cinque anni di nulla alla regione. Il signore ha tante imprese fra cui la Global Service, che lavora anche con gli ospedali. Vade retro. Ne abbiamo avuto abbastanza. Lasciamolo fare il Consigliere anche se per i primi cinque anni possiamo dire che ha scaldato lo scranno o poco più. Controllate la sua scheda sul sito del CONSIGLIO regionale. E chiedetegli quanti euro ha speso per la campagna elettorale.
2. Giacomo Olivieri, Italia dei Valori: 14695 voti per un ondivago della politica, con un passato in Forza Italia. Avvocato, Console della Bulgaria (!). E' il "moderato per Emiiliano" che si era inventato la candidatura del Parigino capace di "portare" settemila voti (sì, auand) . Anche qui ci si deve interrogare su perchè il nome di costui è stato ripetutamente accostato a quello dell'assessorato alla Sanità. Se proprio bisogna darlo ai famelici seguaci di Di Pietro, bè almeno indichiamo Nicastro, ex magistrato. Anche se io lascrerei lì Tommaso Fiore, che almenoqualcosa ne capisce e non fa l'imprenditore.
3. Michele Monno, Pd della Margherita, amicone di Gero Grassi, ex assessore alle aziende del Comune di Bari. Un passato quasi presente da editore, è il proprietario della testata di Barisera, ma ha interessi anche in altri settori dell'economia. Non ci sono piaciute le logiche della sua candidatura che ha solo tolto voti a Guglielmo Minervini. Monno si è candisato (ma non è sicuro che venga eletto) solo per punire Guglielmo della sua fedeltà a Vendola e della sua insistenza con le primarie che avrebbero consacrato Nichi. Bocciato.
Queste sono le nostre Non Nominations. Ora aspettiamo le vostre. Siate sintetici ma esaustivi, al caso usate un commento per ogni nome. Vietato calunniare, ma potete argomenatre anche rudemente. Diteci chi va e chi non va, e se potete anche il perchè. Franco Liuzzi ed io ve ne saremo gratissimi.
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