Brindisi, 26 marzo - "Ai cittadini pugliesi abbiamo ripetuto instancabilmente che la legge consente loro l'elezione diretta del presidente, è una legge che ha voluto cinque anni fa l'allora presidente Fitto e che io condivido fino in fondo perché è una legge presidenzialista: ed è grazie a questa legge che ha trovato giustificazione la 'terza via' che abbiamo voluto immaginare in Puglia". Lo dichiara la senatrice Adriana Poli Bortone, candidata alla presidenza della Regione Puglia per Udc, Mpa e Io Sud, tracciando un bilancio della campagna elettorale.
"Entrambi i candidati, di Pdl e centrosinistra, sembrano certi di vincere perché non considerano il valore e le potenzialità della elezione diretta del presidente: cinque anni fa Fitto ha perduto perché si era creato un fronte anti-Fitto, e Vendola ha vinto perché il cittadino pugliese pur di non dare il voto ha Fitto ha votato Vendola: oggi tra il duo Fitto-Palese e Vendola c'è una terza via, che è quella della difesa della Puglia e del Sud".
"Oggi i pugliesi – prosegue – hanno la possibilità di scegliere non tra due, ma tra tre persone: e così chi non vuole votare per Vendola può scegliere indipendentemente dalla lista che preferisce, da destra, centro o sinistra".
"Per questo – sostiene la presidente nazionale del movimento "Io Sud" – io mi rivolgo direttamente ai pugliesi: quelli che amano la Puglia, quelli che come me pensano che Vendola non abbia fatto bene in Puglia, che abbia amministrato nel segno della continuità con l'amministrazione precedente per esempio in materia di sanità, un settore in cui il trasversalismo in questa regione c'è da dieci anni. Vendola ha prodotto un sacco di parole, un sacco di poesie, e si deve affidare alle filastrocche perché non ha altro di meglio da dire alla gente di Puglia, persone che non sanno che cosa farsene, delle poesie, quando invece avrebbero bisogno di un lavoro e di una sanità migliore".
"Il continuo e ripetitivo ricorso ad argomenti quali il voto inutile - prosegue la senatrice - oltre che essere stato spiacevole e irrispettoso nei confronti dei cittadini-elettori, ha denotato un senso di scarso rispetto per la democrazia: quasi che la libera espressione del consenso fosse un accidente da scongiurare e non un diritto da difendere e ricendicare".
"A Palese che si dice certo di vincere - conclude Poli Bortone - ricordo che cinque anni fa la stessa arroganza portò Fitto a stappare una bottiglia di spumante prima del risultato ufficiale definitivo: e tutti sappiamo com'è andata a finire".
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