Blasi sembra orientato a far rispettare il codice etico che non prevede le dimssioni
Si preannuncia come una riunione tesa. Per molti la direzione del Partito democratico convocata per domani dovrà indicare in maniera chiara e netta la linea che occorrerà seguire per cercare di restituire
credibilità ad un progetto politico che inizia a mostrare, specie a livello nazionale, alcune crepe. La prima questione sul tavolo è il caso Michele Mazzarano. Le dichiarazioni di Giampaolo Tarantini circa una presunta tangente di 10mila euro versata sul suo conto, indussero l'ex segretario organizzativo del Pd ad abbandonare la campagna elettorale e ogni incarico all’interno del partito. Una decisione assunta il 20 marzo scorso e durata poco meno di dieci giorni in quanto, forte dei suoi 6300 voti raccolti nel tarantino, Mazzarano ha dichiarato che intende sedersi nel Consiglio regionale.
Molti esponenti del Pd pugliese hanno manifestato il loro dissenso sulla scelta del massafrese. In prima fila ci sono gli esponenti di "area democratica" come Cinzia Capano e Guglielmo Minervini: “A Mazzarano nessuno aveva chiesto nulla eppure ha pronunciato parole nette – scrive l’assessore regionale alla Cittadinanza Attiva sulla sua pagina Facebook -. Rimangiarsi tutto significa ledere la credibilità della politica. Il legame di fiducia con i cittadini. Il rilievo giudiziario riguarda la magistratura, quello morale la sua coscienza, ma quello politico riguarda tutti noi”.
A Sergio Blasi il compito di dirimere la matassa, anche se nelle ultime ore sembra sia intenzionato a sostenere Mazzarano in forza di quanto prescritto nel codice etico del partito che non prevede, in questi casi, le dimissioni. Ma una scelta di questo tipo finirebbe per innescare delle tensioni e delle lacerazioni difficilmente componibili in vista di un passaggio delicato come la composizione della Giunta Vendola, dove al partito sarà chiesta compatezza.
Altra questione da affrontare domani sarà il futuro delle segreteria regionale qualora Sergio Blasi dovesse entrare in Giunta. Michele Emiliano è alla finestra, anche se in molti, a partire dai mariniani come Patrizia Calefato, hanno espresso il loro no a cambiare gli assetti della segreteria a pochi mesi dalle primarie che hanno sancito la vittoria dell’ ex sindaco di Melpignano. Al sindaco di Bari pare non dispiaccia riprendere le redini del partito che ha diretto fino lo scorso autunno. A Maggio promise di volersi dedicare solo a Bari. Ma, in campagna elettorale, "le promesse dal vento son spesso portate via".
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