I quattro assessori uscenti provenienti dal Grande Salento dovrebbero essere riconfermati, visti gli eccellenti risultati ottenuti alle urne. In forse il nome di Blasi
Consiglio regionale fatto, tocca fare la Giunta. E non è impresa da poco. Il presidente della Regione Nichi Vendola, riconfermato sulla sua poltrona dagli elettori pugliesi, potrebbe venirne a capo a fine maggio, una volta che saranno state portate a termine tutte le operazioni di attribuzione dei seggi e di proclamazione degli eletti.
Nell'ultima fase della legislatura, quella che seguì al rimpasto voluto dallo stesso Vendola, il Grande Salento era rappresentato da quattro assessori: Loredana Capone (leccese) con la carica di vicepresidente, Dario Stefàno (leccese), Michele Pelillo (tarantino) e Fabiano Amati (brindisino). Un numero probabilmente non adeguato alla mole di voti che dai Comuni del Grande Salento era pervenuta al centrosinistra. Si potrebbe pertanto pensare che stavolta di grandi-salentini in Giunta ce ne saranno almeno cinque; uno in più che, se gli uscenti dovessero essere confermati – e lo meriterebbero, visti gli eccellenti risultati conseguiti alle urne - potrebbe essere Sergio Blasi, l'attuale segretario regionale del Pd, il più votato della sua lista con oltre 15mila preferenze. Ma se Blasi dovesse essere chiamato da Vendola all'incarico di assessore, allora dovrebbe abbandonare la guida politica del partito e dal momento che lo statuto non prevede vicari o sostituti, si dovrebbe ricorrere nuovamente alle Primarie. Eventualità che Blasi, che ha lasciato al presidente ogni decisione in merito, potrebbe preferire scongiurare. Ed a quel punto, tra i papabili ci sarebbero il leccese Antonio Maniglio, il quale pure ha raggiunto un ottimo risultato elettorale (all'incirca 8mila voti) o il tarantino Donato Pentassuglia, che ha convinto molto più di 14mila elettori.
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