giovedì 1 aprile 2010

Il capo dell'Avvocatura regionale: «In Consiglio non più di 70»

BARI - Altro che 8 seggi in più alla maggioranza per garantire la governabilità. Il rapporto tra le forze rappresentate in Consiglio regionale va rispettato, ma sempre nel limite dei 70 rappresentanti eletti. Ne è convinto il coordinatore dell’avvocatura regionale, Nicola Colajanni.
Vuol dire che i partiti hanno fatto male i conti?
«Diciamo che hanno un po’ preceduto i tempi. Non era questo il momento adatto per stabilire una questione così delicata. D’altronde, la proclamazione degli eletti spetta all’ufficio circoscrizionale della Corte d’appello, non ad altri».
Altri giuristi, però, si sono espressi con argomenti tipo la flessibilità della legge elettorale, sostenendo che il numero degli eletti possa essere rimodulato di volta in volta in base alla ripartizione della quota proporzionale. Come se ne esce?
«Non sono d’accordo. Non è possibile, in base allo Statuto regionale andare oltre i 70 consiglieri. Se il rapporto tra maggioranza e opposizione deve rimanere 60%-40% non è possibile assegnare più di 28 seggi all’opposizione».
Significa che nel rapporto tra Statuto e legge regionale e quest’ultima che deve cedere il passo? «La legge regionale stabilisce solo il sistema elettorale. Non dice nulla sulla composizione del Consiglio. Lo Statuto non può essere modificato da una legge ordinaria perché approvato con proceduta aggravata. Il numero di 70, secondo me, deve restare».
E quindi, a questo punto, come è possibile rispettare il rapporto 60%-40%? 
«Se si interpretano in maniera combinata lo Statuto e la legge regionale non c’è dubbio che la soluzione sia chiara. Per rispettare contemporaneamente il limite dei 70 consiglieri e il rapporto 60%-40% occorre che la coalizione vincente abbia assegnati 42 seggi e quella perdente non abbia mai complessivamente più di 28 seggi. Questo significa che l’opposizione dovrà avere tre seggi in meno dei 31 virtualmente assegnati oggi. E la maggioranza, proporzionalmente, 5 in meno dei 47 seggi rivenienti dal cosiddetto premio di governabilità».
Eppure anche dal gabinetto della Giunta sostengono che la legge non chiarisce qual è il criterio da usare per scegliere chi, tra i candidati, dovrà star fuori dal Consiglio.
«Il problema è a monte. Non era così che andavano assegnati i seggi. Anche per le elezioni al Parlamento è previsto il premio di maggioranza. Se non si raggiunge la quota, alla coalizione vincente vengono assegnati i seggi necessari a raggiungerla e poi si attribuisce il resto proporzionalmente. Credo che l’interpretazione della legge regionale vada fatta in maniera conforme a quella nazionale».
di GIUSEPPE ARMENISE


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