L'equazione più folle e pericolosa della lettera aperta che Michele Mazzarano, l'eletto suo malgrado oseremmo dire, ha scritto all'universo mondo mediatico è contenuta in questa frase: Se, ciò nonostante, i cittadini mi hanno votato ugualmente (contribuendo così al raggiungimento nella mia circoscrizione della più alta percentuale di voti al PD dell’intera Puglia), vuol dire che mi considerano una persona onesta cui dare fiducia.
Se Mazzarano crede questo, se è davvero convinto che sia così, se ritiene che questo lo autorizzi moralmente a non dimettersi allora egli si trova in una penosa condizione di profondissima ignoranza delle cose politiche italiane e in uno stato molto pericoloso di autoesaltazione che, di per sè, giustificherebbe il suo volontario e sollecito allontanarsi non solo dal Consiglio regionale, ma dalla politica in generale.
Ci piacerebbe fare una lista per il signor Michele Mazzarano: la lista di tutti i condannati in via definitiva a vario titolo che pure si sono seduti sugli scranni dei vari organi di rappresentanza democratica. Persino un Ministro della Repubblica Italiana in carica risulta rinviato a giudizio e non certo per guida senza patente o calpestio delle aiuole. E accanto ai nomi di questi galantuomini mettere il numero dei suffragi ricevuti. Decine e decine di migliaia di voti, il più delle volte, rispetto ai quali le sue seimila preferenze e spiccioli inducono ad una benevola risatina di quasi compatimento.
Michele Mazzarano e Sergio Blasi, entrambi uomini della scuderia Dalemiana, in questi giorni stanno davvero facendo il possibile per delegittimare ancora di più il PD, che non solo non ha vinto le regionali avendo preso meno voti del PDL, ma ha prodotto delle liste zeppe di impresentabili, velleitari, gente ammanicata con affari e conventicole, alcuni dei quali risultano persino eletti e addirittura con aspirazioni ad assessorati e altre posizioni di potere.
Due straordinarie personalità, Blasi e Mazzarano (il primo tende chissà per quale motivo all'assessorato alla Cultura, forse per giustificare a se stesso e alla famiglia la sua imminente defenestrzione come segretario del partito), che stanno facendo letteralmente godere a ripetizione tutti i paladini dell'antipolitica, a cominciare dai Dipietristi, che, visto che non hanno di meglio, si sono affidati al multiforme ingegno trasformista di Olivieri per illudersi di contare qualcosa in Giunta Regionale (loro contavano sul magistrato Nicastro, quasi un flop a scapito di Olivieri che ha fatto il pieno dei suoi variegati sostenitori).
Ma per fortuna Nichi Vendla ha vinto da solo,questa sua rielezione E potrà sbattere in faccia al PD (con il quale avrebbe invece perso) la sua sacrosanta autonomia per darci una giunta regionale meno impresentabile e farlocca di quella che attualmente vegeta pigra astenica a Palazzo di Città.
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