giovedì 15 aprile 2010

Minervini: "Emiliano le spara sempre grosse"- da www.barilive.it

Il senso parassitario della politica contiene il gene della corruzione e del degrado
di Valentino Sgaramella
Guglielmo Minervini riflette sul risultato delle ultime elezioni regionali, sulle future strategie e sul ruolo che, a suo avviso,
deve avere la politica in quanto tale ed il PD, in particolare, a fronte di nuovi protagonismi che si affacciano.

Nel corso dell'ultima direzione regionale del PD, qualcuno ha tirato fuori il problema di possibili conflitti d'interesse tra imprenditori eletti a via Capruzzi e cariche assessorili.

A me sembra che si sia trattato di un allarme lanciato sul tema più generale del recupero di un certo rigore sui temi etici, sulla morale pubblica, sul rispetto ancora più rigoroso delle regole della legalità e della trasparenza. La questione non riguarda, ovviamente, solo il PD, ma l'intero centrosinistra. E direi che, in generale, il discorso riguarda la politica. Credo che su questi temi il giudizio dei cittadini sia molto più esigente che in passato. Ed in ogni caso, si tratta di un giudizio che non perdona, che chiede alla politica il massimo, in termini di coerenza e rigore. Il PD fa bene ad interrogarsi ed a porre la questione sulle modalità di regolazione di eventuali interessi legati alle attività professionali o imprenditoriali dei singoli che possano entrare in collisione con I limpidi interessi pubblici, di cui, come amministratori, dovremmo essere tutori. Credo che, aprendo questo dibattito, il PD offre un proprio contributo alla politica.

Tuttavia, alcuni esponenti del PD, in campagna elettorale, hanno sponsorizzato in modo esplicito candidati imprenditori anzichè politici in senso stretto. Lei come se lo spiega?

In linea di principio, sostenere il coinvolgimento politico di un imprenditore non è un reato, il sintomo di una patologia. Molto dipende dal senso politico che uno dà alla sua funzione pubblica. Se si tratta di un senso parassitario, è ovvio che quell'investimento contiene in sè il gene della corruzione e del degrado. Se, al contrario, c'è un senso politico alto, di tutela degli interessi pubblici, di contributo di una parte importante del nostro tessuto sociale, come quello imprenditoriale, alla formazione di un'idea, un orizzonte, una prospettiva generale, quel contributo non solo ha una sua dignità, ma ha anche una sua importanza.

Emiliano, nel corso di un'intervista alla stampa di qualche giorno fa, dice espressamente che oggi conta il carisma dell'uomo politico e che si potrebbe fare anche a meno dei partiti, dello stesso PD.

Emiliano, come al solito, la spara. Credo, invece, che dei partiti profondamente rinnovati, che assumano, cioè, la sfida dell'innovazione del rapporto con i cittadini, ci sia ancora bisogno. Bisogna evitare di considerare come indispensabili gli uomini forti. Gli uomini forti possono capitare a seconda della sorte. La politica, invece, aiuta la comunità a fare leva sulle proprie capacità e responsabilità e non solo sulla sorte.

Clima di collaborazione con Sergio Blasi?

Se Blasi rilancia la sfida della costruzione di un PD profondamente ancorato alle sue speranze originarie, profondamente radicato nella missione di luogo degli innovatori, di quelli che la Puglia vogliono cambiarla davvero, io penso che avrà tutto il nostro aiuto, il nostro sostegno.


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