BARI - Il nuovo consiglio regionale? Si annunciano tempi lunghi. Chissà! Vista l’annunciata necessità di fare verifiche anche sul modo di interpretare la legge elettorale della regione Puglia, si potrebbe arrivare a maggio. Salvo ricorsi tutt’altro che improbabili.
Il tema del giorno, tema che tiene ancora una volta ai margini la politica vera, è di quelli stucchevoli: hanno diritto a entrare in 70 o in 78 nell’aula di via Capruzzi? Il popolo degli eletti, degli aspiranti eletti, degli aspiranti subentranti agli eletti, degli aspiranti aspiranti e dei potenziali esclusi si divide. C’è chi annuncia che porterà il provvedimento di proclamazione degli eletti davanti al giudice amministrativo e chi chiede che a cedere il passo sia la controparte. «Cedi un seggio tu», «No, rinuncia tu a tre dei tuoi». Poi c’è chi, come il consigliere provinciale di Bari e potenziale (al momento sarebbe da considerarsi pretermesso, stando al linguaggio forbito da legulei, da altro candidato) eletto del Pd alla Regione, Michele Monno invita a riflettere: «E se l’assegnazione provvisoria dei seggi fosse viziata a monte dal mancato rispetto del peso proporzionale di ciascuna delle circoscrizioni provinciali nelle quali si è votato?»
Il consigliere provinciale-candidato-aspirante eletto premette: «Io sono perché si rispetti il numero dei 70 consiglieri. Già così il numero è ipertrofico». Poi spiega come andrebbe interpretata la legge: «Prima dell’assegnazione dei seggi si ricava un quoziente, ma questo deve essere rapportato ai raggruppamenti di liste che vanno considerati su base provinciale. Un raggruppamento di liste è l’insieme dei soggetti politici che portano voti a uno stesso candidato, ma non è valutabile su base regionale perché non esiste la presentazione di una lista regionale. Il candidato alla presidenza si presenta con un raggruppamento di liste per ciascuna delle sei circoscrizioni e quindi il conteggio degli eletti va fatto rispettando il criterio del rapporto 60-40 (60% alla maggioranza, 40% alla minoranza), circoscrizione per circoscrizione in base al peso che ciascuna riveste in considerazione del bacino di elettori».
In soldoni, secondo Monno, i consiglieri vanno assegnati in proporzione al peso del bacino elettorale. «I conti - dice - sono sbagliati. Gli elettori baresi si sono espressi a favore di Vendola con una percentuale del 51,7%. Come è possibile che questa maggioranza debba vedersi rappresentata in aula da appena 12 consiglieri - cioè poco più del 15% - su 78, volendo considerare l’assegnazione provvisoria così come è adesso? In generale poi è paradossale che, non considerando il premio di maggioranza, volendo verificare solo i seggi assegnati col proporzionale, pur avendo vinto, la maggioranza si trovi con 26 seggi assegnati contro i 31 dell’opposizione. No, qualcosa non quadra».
Intanto, l’europarlamentare Pdl, Salvatore Tatarella, continua la sua battaglia contro l’allargamento del numero dei consiglieri regionali e fonda il comitato per la difesa dello Statuto della Regione con presidente Giuseppe Ciracì, medico, già capogruppo di Forza Italia al Comune di Bari e segretario Fabrizio Tatarella, avvocato e direttore responsabile di «Puglia d’oggi», consulente giuridico Francesco Bello, già consigliere provinciale di An, e coordinatore delle iniziative movimentiste Enrico Balducci, ex consigliere regionale. «Le oltre 500 adesioni raccolte in poche ore su Facebook - dice Tatarella - sono un segnale di quanto sia condivisa dall’opinione pubblica la battaglia contro un allargamento che noi riteniamo scandaloso sul piano etico e inaccettabile dal punto di vista normativo. Ci auguriamo - prosegue l’eurodeputato - che la Corte d’Appello rilevi l’illegittimità di questo provvedimento».
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