sabato 10 aprile 2010

PD: come in "Fight Club"- da www.barilive.it

Loizzo propone le liste bloccate....ma tutti pensano già al dopo Blasi
di Valentino Sgaramella
Riunione della direzione regionale del PD, nella sala convegni di un noto hotel nei pressi della regione Puglia. Ci sono davvero tutti. Nicola Latorre è il più puntuale. E' presente, nei paraggi, con un gruppo di suoi fedelissimi sin
dalle ore 15. Giungono alla spicciolata, Alberto Losacco, Fabiano Amati, fresco e rilassato, Guglielmo Minervini. Gero Grassi passeggia con Latorre. E poi, Giusy Servodio, Dario Ginefra, Cinzia Capano. Emiliano ha un impegno improrogabile e non sarà presente. Finalmente, tutti in sala. Sergio Blasi tiene una relazione con voce pacata. “Il risultato è accettabile, ma non mi soddisfa”, che è un modo come un altro per annunciare un risultato mediocre. Blasi pone la questione della costruzione di un partito che ancora non c'è. E prosegue: “Non mi spaventano le correnti, ma gli agglomerati di cordate, chi, raggiunta la carica elettiva, non rende conto a chi ha contribuito alla sua elezione”. Blasi auspica la ricerca dell'orgoglio dell'appartenenza: “Abbiamo lasciato le nostre precedenti storie e le nostre case, le case dei nostri genitori; ora, è il momento di stare tutti nella stessa casa”. Ed ecco la questione morale: “Alcuni nostri esponenti, come Frisullo, sono stati raggiunti da provvedimenti giudiziari, altri, come Michele Mazzarano, da notizie di stampa”. Intanto, in sala si è già diffusa la voce di un avviso di garanzia all'ex Segretario regionale DS. Il silenzio è glaciale in sala quando Blasi dice: “Chi ha sbagliato, se ha sbagliato, ha il dovere di accettare le conseguenze”. Ed il tono della voce del Segretario si fa sempre più basso. L'esponente del PD auspica un radicalismo etico. “La scelta di Mazzarano di dimettersi dalle sue funzioni e di non iscriversi al gruppo del PD va riconosciuta nella sua sensibilità”. A quel punto, una delegata seduta accanto a noi ironizza: “Bella ipocrisia, i voti di Mazzarano sono andati al PD”. Un riconoscimento viene riservato a Guglielmo Minervini (“dei Bollenti Spiriti se ne parla anche a Londra”) e ad Elena Gentile (“quanto attuato nei servizi sociali porta il suo nome”). Tutti attendevano l'intervento di Cinzia Capano che nei giorni scorsi ha molto polemizzato con Blasi. Ed il suo è stato il primo intervento. Quando ammette con convinzione: “Abbiamo vinto le elezioni”, un paio di delegati leccesi seduti davanti a noi hanno un ghigno: “Che generosa!”. La Capano incalza: “Amare il PD significa battere le arroganze dei forti e le codardie dei deboli”. Su Mazzarano: “Se ci si preoccupa di esprimere il proprio punto di vista, non si vuole demonizzare nessuno ma preoccupa un partito che da un anno si misura con una vicenda giudiziaria assai grave”. La Capano ricorda che l'azzeramento della giunta Vendola avvenne con l'assenso del Segretario regionale del PD. “A Frisullo faccio gli auguri, perchè è finalmente a casa”. E qui, qualcuno ha cominciato a dissentire. “Tutti voi avete detto che la politica è arrivata prima. Mi sono preoccupata che anche stavolta la politica giungesse prima”. Dalla sala in diversi, soprattutto salentini urlano: “Ma stai zitta! Vergognati! Bugiarda!”. Il presidente dell'assemblea, Enzo Lavarra, è stato costretto ad intervenire per difendere il diritto della Capano ad esprimere la sua opinione. “Le dimissioni di Mazzarano erano dovute non perchè ci fosse una notizia di stampa, ma perchè in quel senso si era pubblicamente impegnato Mazzarano”, ha soggiunto la parlamentare. La Capano ha detto chiaramente di essere “stata insultata nella mia attività di parlamentare dal Segretario regionale; cosa ha a che fare il radicalismo etico con i comportamenti che ho citato prima?”.


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