Clemente per il Pd e sempre per il Pd la perde anche l’ex assessore regionale all’Agricoltura Enzo Russo. Seguono l’ex Idv Alfonsino Pisicchio (Puglia per Vendola), Mino Borraccino e Luigi Calò per Sinistra Ecologia e Libertà e Lorenzo Caiolo (Idv). La Regione Puglia nelle ultime elezioni ha curato la raccolta, la elaborazione e la diffusione dei dati elettorali, e aveva proceduto, già nelle ore successive allo spoglio elettorale, ad attribuire ufficiosamente i seggi, dando una interpretazione della legge elettorale più allargata rispetto alle decisioni assunte oggi dalla Corte d’Appello. Oltre ai 55 seggi su base proporzionale e circoscrizionale, oltre ai 13 seggi confluiti presso il Collegio unico regionale e che costituiscono il premio attribuito alla coalizione vincente (premio di maggioranza), l’ufficio elettorale della Regione Puglia aveva aggiunto un ulteriore premio, di governabilità ai 70 seggi che lo statuto prevede.
PISICCHIO - «Perplessità», ma «non sorpresa», viene espressa in una nota dal vice sindaco di Bari, Alfonso Pisicchio (ex Idv, candidatosi alle Regionali nella lista Puglia per Vendola), per la decisione della Corte . A suo parere questa proclamazione degli eletti «modifica la legge elettorale pugliese, ignora la legge nazionale che la Costituzione pone, con l’art.122, a presidio finale di ogni legge regionale, falcidia il premio di governabilità, smentisce in pieno la condotta della Corte d’appello di Roma, che solo pochi giorni fa, in circostanze del tutto sovrapponibili, ha deciso in modo opposto e si fa organo giudiziale invece che di mera verifica elettorale». Una decisione che per Pisicchio «in sostanza fa felici solo gli avvocati amministrativisti. Peccato - aggiunge - potevamo far partire da oggi la legislatura regionale. Dobbiamo invece aspettare le pronunce del Tar che non potranno non accogliere le ragioni dei ricorrenti contro questa proclamazione».
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