giovedì 29 aprile 2010

Vendola-bis: valzer di poltrone in Consiglio Oggi il responso sugli eletti- da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

BARI - Fa saltare sulla sedia tutto il centrodestra il lavoro di tessitura con i centristi avviato nei giorni scorsi dal presidente Nichi Vendola per rimediare ai risicati numeri della maggioranza in consiglio regionale. E dal Pdl, di fronte all’ipotesi che il governatore possa intercedere con centrosinistra e moderati per favorire l’Udc nell’assegnazione delle poltrone consiliari, sono pronti a sollevare barricate.

Il responso della Corte d’Appello sul numero dei consiglieri eletti, atteso per oggi, può radicalmente cambiare gli equilibri interni all’assise regionale: con 70 consiglieri come previsto dallo Statuto - e pare questo l’orientamento dei giudici - invece dei 78 rilevati dalla Regione e auspicati dal governatore, la forbice tra maggioranza e opposizione è appesa al filo di appena 8 seggi.

E tra quegli 8 si annidano anche i mal di pancia interni al centrosinistra: dai consiglieri Pd di area Emiliano allo stesso transfuga del Pd Mazzarano (invitato da Vendola a ritirarsi e che invece ha mantenuto la carica annunciando l’iscrizione al gruppo Misto), il rischio di un’anatra zoppa (con la maggioranza che va sotto ad ogni provvedimento in aula) ci sta tutto. Di qui le grandi manovre di Nichi, contro le quali arrivano le cannonate del Pdl.

«Nel suo sempre più inquietante delirio di onnipotenza, dopo avere umiliato i partiti che lo hanno eletto ed i consiglieri che lo dovranno sostenere, Vendola pare sia intenzionato a gestire, in uno squallido mercato delle vacche, anche i ruoli istituzionali che spettano all’opposizione - attacca Nino Marmo - assegnandoli a proprio uso e consumo. Ci permettiamo ricordare all’aspirante Breznev che la Puglia non è ancora una repubblica sovietica. Quanto ai ruoli istituzionali del Consiglio ed alle sue regole, tocca soltanto al Consiglio determinarli secondo una prassi bipartisan che non ha mai avuto smentite ».

Rocco Palese, Statuto e Regolamento alla mano, ricorda che le elezioni del presidente, dei due vicepresidenti e dei due segretari vengono fatte «in modo tale da assicurare la rappresentanza delle opposizioni. Se l’Udc possa considerarsi o meno all’opposizione di Vendola è tutto da vedere, in ogni caso - sottolinea - rappresenta appena il 6,5% degli elettori pugliesi contro il 44,2% delle sei liste di centrodestra. Non possono esserci dubbi, né interpretazioni di sorta, sulle proporzioni da rispettare ed è evidente che il centrodestra sarebbe pronto a difendere con le unghie e con i denti il diritto di quel 44,2% di opposizione ad essere rappresentata. La maggioranza non può scegliersi l’opposizione che le fa più comodo, né tantomeno decidere chi, come e quanto deve essere rappresentato. Il centrodestra è pronto a tutto, se necessario anche ad impedire l’insediamento del consiglio regionale e il regolare svolgimento dei lavori».

L’Udc, intanto, se la ride, consapevole di poter negoziare su più tavoli nel caso il numero sia a 70: sia il tavolo del governatore, al quale chiedere poste alte (dalle poltrone degli enti controllati fino a spingersi per la presidenza del consiglio, promessa all’esponente di Sel Onofrio Introna e ancora non digerita del tutto dal Pd) per offrire in cambio il proprio appoggio; sia quello del centrodestra, onde rivendicare la presidenza di commissione o la funzione di consigliere segretario spettante all’opposizione.

Il coordinatore regionale Angelo Sanza, non a caso, risponde per le rime a Palese: «Non rincorriamo spazi di potere, ma difendiamo le nostre prerogative istituzionali». Dal risultato elettorale, spiega, sono venute fuori due diverse opposizioni, «una opposizione di destra, il Pdl, e una opposizione di centro, l'Udc. Pertanto, l'ufficio di presidenza del consiglio regionale, come avviene in qualsiasi assemblea elettiva (anche per la Camera e il Senato) deve assicurare la presenza di tutte le componenti».

Insomma, numeri a parte (tra i 26 del Pdl e i 4 dell’Udc) è «un nostro diritto rivendicare la presenza in organi rappresentativi per la corretta gestione dei lavori assembleari. Non c'è nessun inciucio».

Quanto ai numeri, è l’eurodeputato Pdl Salvatore Tatarella (che su facebook ha già raccolto oltre 1500 adesioni) a lanciare l’appello ai giudici: «l’opinione pubblica pugliese e nazionale attende che l’Ufficio Elettorale presso la Corte d’Appello sancisca una vittoria del buonsenso e della legalità statutaria. Ora che la caccia agli assessori esterni fatta da Vendola grava di altri otto milioni di euro in cinque anni i conti della comunità pugliese, confidiamo che i magistrati applichino un orientamento prudente», mantenendo a 70 il numero dei consiglieri sulla base della «prevalenza dello Statuto, “carta costituzionale” della Regione, su qualsiasi altra norma re gionale».
di BEPI MARTELLOTTA


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