Contestate duemila schede. Forse domani la pubblicazione dei dati ufficiali
Vediamo di fare, per quanto ‘possibile, un po’ di ordine. Lunedì scorso, Sergio Blasi, con dati alla mano, si è proclamato segretario regionale del partito indicando gli scenari futuri del Pd in vista delle regionali di marzo. Come noto il sindaco di Melpignano, pur non superando la soglia del 50% più uno delle preferenze, aveva ottenuto, a suo dire, la maggioranza dei delegati (64, ndr) all’assemblea regionale.
Ma i dati contabili presentati alla stampa lunedì scorso sono stati contestati dagli altri due competitor alla segreteria: Michele Emiliano e Guglielmo Minervini, rispettivamente attestati intorno al 30 e 20 percento delle preferenze.
Pomo della discordia sarebbero duemila schede che riporterebbero i voti di cittadini che hanno siglato non una, ma entrambe le liste che appoggiano Sergio Blasi. Secondo il regolamento queste non dovrebbero essere contabilizzate nei voti a sostegno del sindaco di Melpignano. Il quale liquida la faccenda parlando di mere “alchimie numeriche propugnate da chi non ha a cuore il futuro del partito”.
Tutti i dubbi dovrebbero sciolti nella giornata di domani con la pubblicazione ufficiale dei dati da parte della commissione per il congresso presieduta da Corrado Tarantino. Qualche ora dopo la conferenza stampa di Blasi, Emiliano fece comprendere che la vittoria delle primarie non è di Blasi, ma frutto di un accordo interno che avrebbe dovuto avere come conseguenza una gestione unitaria della segreteria.
L’esponente di riferimento per la mozione Bersani non intende perseguire questa strada e ha già annunciato che domani si prenderà atto della sua vittoria solitaria.
Laddove i dati non dovessero corrispondere alle attese del sindaco di Melpignano, si aprirebbe la strada del ballottaggio con Michele Emiliano. Sulla ricucitura dello strappo pare stia lavorando l’assessore alla Trasparenza Guglielmo Minervini, anche lui fortemente critico su come Blasi abbia deciso di procedere dopo le prime proiezioni dei dati ufficiali delle primarie. Per evitare un ferale redde rationem, l’ipotesi che più sta prendendo piede è quella di riavviare il dialogo e trovare un punto di sintesi attorno ad una gestione unitaria del partito, che però riconoscerebbe la leadership di Blasi e il suo risultato alle primarie.
Cosa accadrà è presto per dirlo. Vendola, che lunedì si era complimentato con Blasi per la vittoria, attende novità anche dal Pd in vista delle regionali. La campagna elettorale sta per iniziare e ogni minuto perso potrebbe costare caro.
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