Il capogruppo del Prc in Consiglio regionale Piero Manni e il segretario cittadino di Rifondazione Mimmo Ciccarese hanno visitato l’ospedale “San Giuseppe” di Copertino, soffermandosi tra l’altro col direttore sanitario dottor Cosentino, che ha illustrato la situazione generale del nosocomio. Dal sopralluogo, evidenzia Manni, “sono emersi punti di criticità, alcuni dei quali di facile soluzione ma che le lungaggini della burocrazia rendono complicati. Il primo riguarda il reparto postoperatorio, che è necessario supporto all’operatorio per le possibili complicazioni di qualunque intervento e che consente di poter intervenire in tutta sicurezza. La struttura esiste, sono disponibili le risorse economiche per le attrezzature, ma scarseggiano gli infermieri. Perciò non è possibile completare e rendere operativo il reparto.In secondo luogo - continua il consigliere - il pronto soccorso, che è lo stesso di qualche decennio fa, quando le esigenze erano assai più contenute. Attualmente, il pronto soccorso di Copertino che gestisce 30.000 accessi annui (il secondo della asl dopo quello del “Vito Fazzi”) ha un problema di logistica: il reparto è assolutamente inadeguato e perciò è stato deciso di spostarlo in un nuovo edificio, in costruzione da tre anni. I lavori sono in fase molto avanzata ed in tre mesi si potrebbe effettuare il trasferimento se non fosse che… mancano le risorse per l’aria condizionata”.
Manni si chiede come sia “possibile che nei bilanci miliardari della asl non si trovino 50.000 euro”, soprattutto considerato che “il trasferimento del pronto soccorso liberebbe degli spazi per cardiologia, che ha grossi problemi logistici”.
Il capogruppo Prc sollecita dunque la direzione generale della asl, affinché “affronti questi aspetti vitali della gestione quotidiana della sanità. È corretto e prioritario - ribadisce - occuparsi della programmazione generale e dei progetti di ampio respiro, senza trascurare i pazienti che ogni giorno si rivolgono al sistema sanitario nazionale. Altrimenti diventa necessario e giusto chiudere gli ospedali pubblici ed affidare tutto agli imprenditori privati, come sta avvenendo a Taranto col San Raffaele”.
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