“Farmacie e farmacisti sembrano essere l’ennesima buccia di banana su cui cadono l’assessore Fiore e la Giunta Vendola. Stufi di essere ignorati e non pagati da mesi, i poveri farmacisti di Foggia hanno deciso di chiudere tutte le farmacie del territorio per il 4 novembre prossimo, pur garantendo i turni minimi per non penalizzare i cittadini. Anche loro si chiedono come si sia determinato l’enorme deficit della Asl di Foggia, visto che non vengono garantiti e finanziati neanche i servizi essenziali, e affermano in una nota che ‘sono state effettuate scelte che hanno privilegiato più l’occupazione che l’economia dei servizi’. Il re è ancora una volta nudo. A fronte di tutto ciò l’assessore Fiore non si degna neanche di incontrare i farmacisti. E intanto ritiene di potersi permettere di liquidare una pesante denuncia di tutti i consiglieri di opposizione dichiarando ‘inconsistenti’ le nostre perplessità sulle tante strane modifiche all’iter di selezione dei farmacisti da reclutare all’esterno per il progetto di farmacovigilanza.Ma siccome il Governo regionale ha il dovere di rispondere ai cittadini pugliesi, noi ci riproviamo e questa mattina abbiamo formalizzato le domande in una specifica interrogazione. Perché è innegabile che dopo i repentini e continui cambiamenti di idea e i confusi indirizzi dati ai Direttori generali sulle procedure di selezione dei farmacisti, l’avviso pubblico varrà si e no un mese. E tanti sono gli interrogativi sui motivi di tali cambiamenti di idea e di indirizzo.
Nell’interrogazione si chiede ancora di sapere cosa abbia indotto la Giunta regionale il 15/09/09 ad approvare la delibera con cui si modificavano le indicazioni e le procedure stabilite con la precedente delibera del 13/7/2009; cosa abbia indotto la Giunta regionale a modificare, con le successive delibere, le modalità di selezione e i requisiti necessari per accedere alla selezione, posto che dalla lettura delle stesse si evince chiaramente che non si tratta di meri errori materiali come invece sostenuto nelle narrative delle delibere; perché una delle modifiche elimina il requisito dell’anzianità di servizio di almeno cinque anni in aziende del servizio pubblico; se il Governo regionale non ritenga che i cambiamenti di indirizzo e le modifiche sostanziali apportate a tutta la procedura non finiscano col rendere poco trasparente la procedura stessa e, quindi, se il Governo regionale non ritenga di dover annullare e ripetere l’intero iter burocratico – amministrativo della procedura per garantire parità di accesso alle selezioni e fugare ogni possibile dubbio sui motivi che possono aver indotto la Giunta ad apportare tante modifiche. Non vogliamo pensare che tutto sia finalizzato ad agevolare qualcuno e a penalizzare qualcun altro, ma certo il dubbio sarebbe legittimo
Rocco Palese, capogruppo in Consiglio regionale di FI-PdL.
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