I firmatari dell’interrogazione spiegano: “Nell’articolo di resoconto del colloquio tra l’on. Pierfelice Zazzera e il presidente Nichi Vendola sulle alleanze in vista delle elezioni regionali di marzo prossimo e sulle pregiudiziali poste da Italia dei Valori in merito a potenziali candidati che potrebbero essere coinvolti in vicende giudiziarie, si legge: “La pregiudiziale è così tassativa che Zazzera, durante l’incontro con Nichi Vendola, ha posto la domanda al presidente. Quest’ultimo però – si legge sempre nell’articolo – lo avrebbe rassicurato sostenendo che ‘lui non è indagabile’. Crediamo che il presidente abbia il dovere di chiarire se davvero ha detto quella frase all’on. Zazzera e che cosa voglia dire. Non ci risulta - continuano i consiglieri - che nell’ordinamento del nostro Paese esista un principio di ‘non indagabilità’ nei confronti di chicchessia. Esiste piuttosto l’art. 3 della Costituzione italiana, in base al quale ‘tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge’. Chiediamo quindi al presidente Vendola di riferire in Consiglio regionale per sapere in primo luogo se sia vero che ha detto quella frase e, in caso affermativo: che significato hanno queste dichiarazioni? Di quale ‘immunità’ crede di godere il presidente? Perché il presidente ritiene di ‘non essere indagabile’? Quali ‘eventuali’ informazioni in suo possesso gli consentono di fare una tale affermazione?”.
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