giovedì 5 novembre 2009

Regionali in Puglia L'Idv punterebbe su Clementina Forleo- da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

BARI - La carta del magistrato bacchettatore» da giocarsi alle regionali, nella Puglia infestata dalle inchieste, è una tentazione. Lo è per il Pdl, che domani ufficializzerà la candidatura di Stefano Dambruoso, e lo è anche per Italia dei Valori. Sarà per questo che si rincorrono voci, provenienti soprattutto dalla cosiddetta «società civile» (i movimenti e le associazioni vicine ai dipietristi) circa la possibilità che l’ex pm Di Pietro chieda a Clementina Forleo, l’inquirente che sollevò il caso «bancopoli», di candidarsi in Puglia.


La pm di Francavilla Fontana, trasferita dal Csm dall’ufficio del Gip di Milano dopo che scoppiò il caso delle intercettazioni sulla scalata alla Bnl, sarebbe il volto giusto - secondo alcuni ambienti - con cui i dipietristi potrebbero decidere di correre da soli, mandando per aria il progetto di alleanza col Pd. Il motivo? L’impossibilità di realizzare, con la ricandidatura sempre più probabile di Nichi Vendola alla guida della coalizione di centrosinistra, quei «segnali immediati di discontinuità con il passato» che l’Idv chiede da tempo non solo in Puglia. E che il coordinatore regionale Pierfelice Zazzera, «fresco» di incontro col governatore uscente proprio per esaminare il percorso delle regionali, ha posto come paletto indispensabile per l’alleanza da costruire in Puglia. Zazzera, interpellato sul caso, resta «abbattonato», in attesa che sia lo stesso Di Pietro (sabato prossimo sarà in Puglia) a sciogliere la riserva sulle decisioni.

Ma sulla Forleo non ha dubbi: «non ne abbiamo discusso né abbiamo sondato la sua disponibilità, ma se si arrivasse a quella scelta - dice - sarei felicissimo di sostenerla». Di certo c’è che da un lato i rapporti tra di Pietro e il Pd si sono «scongelati» dopo la vittoria di Bersani, di fatto aiutando il progetto di alleanza che D’Alema insegue da tempo. Ma, dall’altro, la ricandidatura di Vendola - che il Pd ha subordinato all’alleanza «larga» ma che manifesta di voler sostenere - ha irrigidito i dipietristi, disponibili a non porre veti sul nome ma anche a correre da soli, tirando fuori dal cassetto un nome d’immagine alternativo al tanto criticato governo Vendola degli ultimi anni. Le trattative sono ancora in corso e l’esito è tutto aperto.

Al tavolo del negoziato pugliese, comunque, l’Idv ha messo la sua richiesta: «rimozione di tutti i manager sanitari indagati, sarebbe un segnale importante che l’Idv potrebbe cogliere - ha detto Zazzera dopo l’incontro con Vendola - e che andrebbe nella direzione di un accorciamento delle distanze che ci sono ancora oggi tra questo governo regionale e noi». Chiusa la porta dell’incontro, ha poi sentito Di Pietro, dal quale ha ricevuto conferma della «barra dritta» da tenere in Puglia, a costo di non entrare nella nuova giunta in caso di vittoria del centrosinistra. Una linea, questa, che potrebbe portare in direzione della pm brindisina. Strali, intanto, arrivano dai dipietristi nei confronti del «transfuga» Pino Pisicchio, il deputato barese che ha annunciato il suo addio all’Idv. «Mal di poltronite», accusa Federico Pirro, ricordando la spaccatura nel partito provocata dalla nomina del fratello Alfonso a vice di Emiliano al Comune di Bari. Il capogruppo Emanuele Pasculli, aggiunge: «opportunismo elettorale». (b. mart.)


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