venerdì 13 novembre 2009

Vendola risponde a Libero: "Non sono servo di Angelucci"

"E' fallito il tentativo di trascinarmi in qualche gorgo di fango"
"La montagna ha partorito il topolino". Nichi Vendola scalda i motori in vista della convention di domenica prossima che decreterà la sua candidatura alle prossime regionali. Così, nel tardo pomeriggio di oggi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di ritornare sulla notizia pubblicata ieri da Libero circa il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla sanità per presunta concussione, risponde a voce alta che l'operazione editoriale del giornale diretto da Maurizio Belpietro



"Tutti voi che avete assediato il palazzo della Regione e il palazzo di Giustizia potete valutare con serenità il seguente fatto: che la montagna, cioè l'impegno nazionale per tentare di prendermi alle calcagna e di trascinarmi in qualche gorgo di fango, ha prodotto un topolino".


"Si tratta di una piccola e volgare diffamazione organizzata in un poligono di tiro che si chiama Libero, da gente che è addestrata istituzionalmente a fare questo. - ha spiegato -. Non sono servo di Angelucci, non lo sono mai stato in passato, non lo sarò oggi e non lo sarò domani".

"Altri, naturalmente, non sono servi di Angelucci - ha precisato -.Diciamo che sono al servizio dell'imprenditore che è al centro di tutte le indagini sulla malasanità. Mi dispiace per loro, hanno la mia solidarieta": Proprio ieri il Capo della Procura di Bari, Antonio Laudati, ha precisato che il Presidente della Regione Puglia non è indagato e che a suo carico non è aperto alcun procedimento penale. "Da questo fatto ne esco rafforzato e con una serenità d'animo totale", ha concluso Vendola.


Q

Ultime News inserite