venerdì 11 dicembre 2009

Inchiesta ‘La Fiorita’: il ministro Fitto, sentenza Gup rende giustizia - da www.ilpaesenuovo.it

Bari (Puglia) - "La sentenza del Gup di Bari rende finalmente giustizia. Fa crollare completamente l'originario impianto accusatorio nei miei confronti, che oggi si conferma essere stato fin dall'inizio puramente persecutorio".
Lo ha dichiarato il ministro dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, dopo aver appreso del provvedimento con cui il gup del tribunale di Bari, Rosa Calia Di Pinto lo ha prosciolto da 5 capi d'imputazione, l'associazione a delinquere, due episodi di falso relativi alle Rsa, concussione e un altro falso relativo all'attestazione di spese di rappresentanza, rinviandolo a giudizio per altri 6 nell'ambito dell' inchiesta La Fiorita, ipotesi di reato
che risalgono al periodo compreso tra il 1999 e il 2005 quando Fitto era presidente della Regione Puglia.
"Il gup ha dichiarato il non luogo a procedere per le accuse più gravi e infamanti, quelle di concussione e falso ma, soprattutto, quella di associazione a delinquere. Nel giugno del 2006 i pubblici ministeri - ha ricordato Fitto - arrivarono addirittura a chiedere il mio arresto e qualcuno osò paragonarmi ad un mafioso. Oggi invece viene chiarito che non esiste l' associazione a delinquere, tutti coloro che hanno chiesto il rito abbreviato sono stati assolti, la gara sull'affidamento delle Rsa è stata definita regolare, la commissione che la aggiudico' non e' mai stata messa sotto inchiesta".
Secondo Fitto, "I reati minori che resterebbero a mio carico, riguarderebbero ora una presunta estensione dell'affidamento in gestione di quelle Rsa, estensione che non c'è mai stata. Resterebbe poi l'accusa di corruzione per la quale lo stesso gup scrive nel dispositivo odierno che al momento vi è una insufficienza di elementi di prova che l'accusa dovrebbe eventualmente superare nel corso del processo".
"Insomma - ha aggiunto il ministro - dopo otto anni di indagini, 150mila intercettazioni telefoniche, una richiesta di arresto, una spettacolarizzazione senza precedenti, continui tentativi di infangare il mio onore e la mia persona, oggi crolla tutto come un castello di carta e vado a giudizio, a questo punto con assoluta serenità, per reati minori e sulla base di elementi probatori che lo stesso gup definisce attualmente insufficienti".
"Cià dal punto di vista personale mi conforta enormemente e da cittadino italiano mi dà conferma che si può e si deve continuare ad avere fiducia nella stragrande maggioranza della magistratura italiana per sconfessare e isolare - ha concluso il ministro - quella piccola parte di magistratura militante e politicizzata".


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