venerdì 11 dicembre 2009

Barba: “Chi conosce Fitto sa del suo valore morale” - da www.ilpaesenuovo.it

Lecce (Salento) - “Al termine di una gogna mediatica durata nel tempo e alimentata da voci infondate, apprendiamo con una soddisfazione non solo personale, ma anche e soprattutto civica, la notizia del proscioglimento del Ministro Fitto, in ordine a reati gravissimi ai quali era stato accostato. L’onorabilità è come il coraggio di Don Abbondio: un uomo o ce l’ha o ne è irrimediabilmente sprovvisto”.

Queste le parole dell'onorevole Vincenzo Barba dopo il proscioglimento del Ministro Fitto: “Chiunque conosca il Ministro Raffaele Fitto è perfettamente consapevole dell’alto valore morale che
egli attribuisce al suo impegno politico e sociale. Facevano soltanto sorridere i sospetti di associazione a delinquere di cui era accusato, dal momento che una persona limpida e trasparente come il nostro Ministro non poteva assolutamente vederseli affibbiati.
Dopo mesi e mesi di accuse infamanti, quel castello di gravissime supposizioni viene a cadere ed il Ministro risulta essere prosciolto dall’aver commesso reati dal rilevante impatto civico, a dimostrazione che tutti quegli attestati di stima che gli grandinarono addosso, non appena si venne a conoscenza delle notizie giudiziarie ad egli riferentesi, non erano assolutamente di facciata, ma erano il prodotto della profonda conoscenza di un uomo al quale il territorio, malgrado la sua giovanissima età, dovrà essere grato e riconoscente per l’alto e nobile impegno profuso al suo servizio.
Di quel castello accusatorio – come tutti ormai sono portati oggettivamente a definirlo – restano in piedi poche quisquilie delle quali vengono chiamati a rispondere nelle aule dei tribunali tutti gli uomini e le donne che si impegnano in politica e che vengono accusati per ogni minima azione o atto posti in essere, dall’ultimo consigliere circoscrizionale di una città di periferia fino al Presidente del Consiglio.
Anche su questo – continua Barba - noi che conosciamo bene Raffaele Fitto, sappiamo che ne uscirà come sempre a testa alta. Per il momento viene sgomberato il campo da accuse gravi e infamanti, dalle quali chi ha l’alto e prestigioso onore di essere Ministro della Repubblica deve liberarsi per dedicarsi totalmente alla realizzazione del progetto di Governo, in una fase congiunturalmente difficile della nostra economia e della nostra società.
È inutile nascondere, tuttavia, che le forche caudine sotto le quali è stato costretto a passare il nostro Ministro sono l’ennesima e tangibile manifestazione dell’esigenza improcrastinabile della riforma del Sistema Giudiziario italiano, in cui a fronte della stragrande maggioranza di onesti e scrupolosi servitori dello Stato si annidano soggetti che non riescono a fare il giusto filtro delle notizie per evitare di perder tempo nella persecuzione di galantuomini e nella trascuratezza nei confronti di pericolosi criminali.
Al Ministro Fitto – conclude l'onorevole - giungano, pertanto, le nostre più sentite felicitazioni da parte mia, della città di Gallipoli, dell’intero Salento, con l’auspicio che grazie al contributo di chi opera proficuamente, a tutti i livelli, nel settore dell’amministrazione della Giustizia si possa realizzare una riforma dalla parte dei cittadini e del rispetto della loro dignità e umanità.


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