La giornata si era aperta con una lite interna al PD. Da un lato, il capogruppo in Consiglio regionale, Antonio Maniglio, che chiedeva sulla stampa primarie subito tra Vendola ed Emiliano. Di rimando, il nuovo Coordinatore regionale, Sergio Blasi, gli ha subito fatto intendere chi è che detta la linea nel PD. La posizione di Maniglio è personale. Ore 11. C'è Consiglio regionale, in via Capruzzi. I vendoliani portano in Consiglio regionale una modifica della legge elettorale regionale. L'imperativo categorico è: abbassare la soglia di sbarramento, quella sotto la quale un partito politico non è rappresentato in Consiglio, dal 4% al 2%. Ottimo, per tutto ciò che è a sinistra del PD. Riunire una serie di sigle (MpS, Verdi, Rifondazione Comunista, Socialisti. Comunisti Italiani che pure avevano due consiglieri all'inizio della legislatura). Dare loro voce e rappresentanza. A guidarle, manco a dirlo, Nichi Vendola che potrebbe divenire leader di un vasto raggruppamento. E rafforzare così la propria candidatura. Apparentemente, la maggioranza è con lui. Ha inizio il dibattito. Il centrodestra è contrario, per bocca di Rocco Palese e Ignazio Zullo. Nella saletta antistante l'Aula consiliare si infittiscono interviste e dichiarazioni dei politici. Presidente Maniglio, ci concede un minuto? “Attendiamo l'esito del dibattito e poi vediamo”, ci risponde. Prodigo di dichiarazioni è Palese, invece, specie dopo aver ascoltato le parole del Governatore in Aula: “Le riforme vanno condivise, non approvate a colpi di maggioranza. Il tema non può essere portato in sartoria nè si possono fare interventi di taglio e cucito per la difesa degli interessi contingenti”.
Mentre Palese dichiara ai giornalisti, scoppia
un putiferio in Aula tra il consigliere Sannicandro (MpS) e l'opposizione. Il presidente Pepe sospende la seduta anche perchè c'è la richiesta di una conferenza dei capigruppo. Si riprende alle 15. Finalmente, riusciamo ad ottenere una breve intervista da Maniglio. C'è una strana frenesia tra i consiglieri. Subito dopo, tra i giornalisti circola un documento. Un doppio emendamento alla legge elettorale regionale del 2005. presentato da 10 consiglieri del centrosinistra. Il comma 1 dell'articolo 6, che prevede l'ineleggibilità dei sindaci in carica a presidente di Regione è “cassato”. Strada spianata per Emiliano? Il secondo emendamento riguarda la soglia di sbarramento al 4% che nella legge decorrono a partire dalle imminnenti elezioni del 2010. Il testo viene modificato:“a partire dalle votazioni per la elezione della X legislatura”. Ossia, dal 2015. Anche Salomone tagliò la verità in due parti. Il dibattito in corso è rinviato al 19 gennaio prossimo. Quando il candidato del centrosinistra sarà noto e discutere di soglia di sbarramento sarà inutile. Vedremo la sorte degli emendamenti. E per favore, non chiamatelo lodo Emiliano.
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