BARI - Non un millimetro indietro, non un ripensamento. Piuttosto, la certezza di esserci quel fatidico 22 marzo 2010, contro tutti gli altolà che gli arrivano dai suoi alleati. Nichi Vendola si ricandida, rispedisce al mittente la lettera con cui il segretario del Pd Sergio Blasi gli chiede di fare un passo indietro e sceglie internet per avviare la sua campagna elettorale per le Regionali 2010.
Ieri ha subito «spopolato» sulla rete la video-lettera con cui il presidente della Regione ha deciso di rilanciare al sua ricandidatura e rispondere per le rime al Pd, che vorrebbe sostituirlo con un altro candidato onde ottenere l’alleanza con l’Idv e l’Udc. E la risposta è chiara e netta: fate voi un passo indietro, io non ci sto.
«Dico a tutte le caste di fare un passo indietro e dico a tutti coloro che stanno giocando per una cattiva vittoria - dice Vendola - che può produrre una pessima sconfitta e può farci perdere tutto, Regione e comune di Bari, fate un passo indietro. E consentite alla Puglia migliore di fare i propri passi in avanti». Chiaro il riferimento all’ipotesi di una candidatura del sindaco di Bari, caldeggiata dal Pd e ben vista da Udc e Idv. Non a caso, le bacchettate del governatore sono per il segretario regionale Blasi, ma anche per il presidente del partito Emiliano, che si è detto pronto a scendere in campo se l’amico Nichi glielo chiede. «Non gli farei mai un torto simile - replica ironico il governatore - non lo farei né a Emiliano né alla città di Bari». Vendola aveva già insistito, prima di registrare la lettera, sul refrain del Pd, ovvero l’assenza di spiegazioni sul veto postogli dagli alleati (vecchi e nuovi): «rischia di diventare una specie di reiterazione monotona e stucchevole, di un repertorio musicale che abbiamo ascoltato sin troppe volte. È un repertorio - dice - fondato su argomenti opachi, non comprensibili non solo al popolo ma a molti protagonisti della vita politica e quindi non si può che rimandare al mittente una lettera che fra l'altro non è rivolta a me, ma mi assume come un involontario capro espiatorio. E chiede a me sostanzialmente di compiere un atto di cattiva politica e di ingenerosità nei confronti delle tante persone di Puglia che mi stanno chiedendo in queste ore di resistere, di non mollare».
Poi, nella video-lettera, spiega chi sta dalla sua parte e chi gli rema contro: rivendicare una candidatura «non significa che non ho rispetto dei partiti, ma i partiti devono avere innanzitutto rispetto della volontà popolare. Oggi sono assediato da una richiesta, che secondo me è ispirata dalla cattiva politica. Non so perché è così forte da parte della casta questa richiesta di farmi scomparire in una specie di abracadabra - dice rivolgendosi ai pugliesi - ma siccome questa richiesta non è mai chiara, ma fatta di posizionamenti nevrotici e opachi, io, con molto dispiacere, sono costretto a rimandarla al mittente. Non posso “togliermi di mezzo” perché la questione della mia candidatura non è una questione mia, non è una proprietà privata ma pubblica. Mi spiace dover rimandare al mittente la lettera quotidiana che mi dice “fatti più in là”. Per amore del mio popolo non posso scomparire». Quindi l’affondo ai Democratici, dal segretario nazionale a quello regionale, che gli chiedono un passo indietro perché temono di perdere le Regionali senza il supporto dell’Udc. «Il Pd dice che bisogna giocare per vincere, io ho un’altra idea: bisogna spiegare innanzitutto che cosa significa vincere. Vincere significa mettere in rapporto la buona politica e la vita quotidiana della gente, bisogna vincere non per noi stessi, non per le poltrone, non per il controllo lottizzatorio della realtà, ma per dare speranza alle persone».
Lui è in campagna elettorale e la videolettera è l’inizio del suo cammino. Il Pd «si assuma fino in fondo la responsabilità di sapere che senza primarie Vendola è candidato automaticamente, candidato di un popolo largo che è di centrosinistra e che sta anche fuori dal centrosinistra». Ma la «casta» del Pd deve anche sapere che «il Pd da tutta Italia mi sta chiedendo di resistere. Ci sono mobilitazioni che attraversano tutta la penisola e che dicono di un affetto e di una stima che non può non pesare nel dibattito politico. Ho generosamente messo a disposizione la mia riconferma sul sentiero positivo delle primarie. Trovo francamente incredibile - continua Vendola - che il teorico più appassionato delle primarie, cioè il Pd e dentro al Pd il più visceralmente legato al tema delle primarie come il segretario regionale Sergio Blasi, oggi cancellino con un colpo di spugna il tema delle primarie». Nichi resta candidato e lo fa «nel nome della buona politica, contro la cattiva politica. Sono stato sabato alla manifestazione contro Berlusconi a Roma e - racconta - diciamo che ho sfilato per tre ore, ho incrociato migliaia di persone e tutti hanno potuto vedere cosa mi diceva quella piazza, dal Nord e dalle Isole, dal Sud e dal centro Italia la piazza del Pd, dell’Italia dei Valori, del centrosinistra, delle giovani generazioni mi ha detto unanimemente per ore, abbracciandomi, assediandomi con un affetto straordinario, “non mollare”. Ecco, io non mollerò».
Con un centrosinistra pugliese così diviso, è inevitabile ipotizzare una sconfitta alle prossime regionali, con due candidati in campo (uno dei quali alleato con Udc e Idv) oppure con il solo Vendola sostenuto dal Pd ma con gli alleati Udc e Idv che corrono da soli. Anche su questo, ora, Vendola non fa più sconti a nessuno: «Io responsabile di una eventuale sconfitta del centrosinistra in Puglia? È un giochino che non riuscirà - afferma - è evidente di fronte agli occhi di tutta la Puglia - conclude - quale sia la manovra e chi rischia di produrre una sconfitta senza precedenti. Nel cuore dei pugliesi sarebbe scritto a caratteri cubitali il nome e il cognome di chi porterebbe quella responsabilità. E non è il mio nome e non è il mio cognome».
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