Anche il coordinatore pugliese del Pdl, Francesco Amoruso, chiede «con quale obiettività» Nicastro «abbia fino a ieri condotto indagini nelle quali è pubblicamente noto che non sono stati risparmiati ostacoli ad un’altra collega più zelante e «quale utilizzo possa essere fatto, delle informazioni di cui comunque il suddetto pm dispone, nella sua nuova qualità di politico regionale».
«Nicastro stava indagando su Vendola. Oggi lo sostiene. Lo ha già assolto?». È quello che domanda il vice-coordinatore pugliese Pdl, Antonio Di Staso. «Perché Nicastro non si candida in un’altra regione?», aggiunge l’on. Pdl Luigi Vitali.
«Ora Nicastro fa pure la vittima», commenta il senatore Pdl Cosimo Gallo.
«Siamo onorati di avere tra le nostre fila servitori dello Stato e della Costituzione e siamo orgogliosi di aver candidato in Puglia Lorenzo Nicastro. Fitto dovrebbe vergognarsi», è quanto replica invece il leader dell’Idv Antonio Di Pietro: «È giusto che si affronti il problema delle toghe in politica: l’IIdv lo ha già fatto da tempo, tanto che i magistrati che si sono candidati con noi hanno abbandonato definitivamente quel mestiere. In altri partiti non è successo. Mi auguro che la decisione portata avanti dall’Idv - conclude Di Pietro - venga presa anche da altri partiti ed giusto che la questione venga affrontata anche dall’Anm. L’Italia dei Valori, al contrario del Pdl, ha sempre scelto le guardie e non i ladri ed ha portato nelle istituzioni persone capaci, moralmente integre».
«È imbarazzante che Fitto sia ancora ministro di questa Repubblica», afferma dal canto suo il coordinatore pugliese dell’I dv, Pierfelice Zazzera. «Il Pdl in Puglia vende «l'anima al diavolo, candidando in provincia di Taranto come capolista Mario Cito, figlio di Gianfranco ex sindaco di Taranto condannato per concorso esterno in associazione mafiosa», conclude Zazzera.
Q