BARI - Dal centrodestra si spara alto sulle politiche culturali della giunta Vendola: ieri i consiglieri regionali Nino Marmo e Roberto Ruocco, affiancati dal candidato governatore del Pdl Rocco Palese, hanno puntato l’indice sulle iniziative messe in campo dall’assessore alla Cultura Silvia Godelli tramite gli enti Apulia Film Commission e Teatro Pubblico Pugliese. E la replica delle due istituzioni non si è fatta attendere, con la Godelli che parla degli accusatori, citando un celebre film di Almodovar, come di «uomini sull’orlo di una crisi di nervi».Marmo ha puntato l’indice sulla «assoluta opacità e gli enormi sprechi della gestione dei due Enti», che a suo avviso rappresentano «i costosissimi strumenti della “fabbrica del consenso” intorno a Vendola, non a caso scatenati senza più ritegno a ridosso delle campagne per le primarie e per le elezioni regionali». Responsabili «selezionati “ad personam” in base a requisiti amicali e di fedeltà politica» quelli dell’Afc e «progetti senza alcuna procedura di evidenza pubblica e con fantomatiche rendicontazioni, dalle “Notti bianche” a 6 milioni di euro, a “Primavera dei diritti”» quelli del Tpp.
«Così nasce e si alimenta il “fenomeno-Vendola”» per Marmo, mentre Ruocco si è chiesto «come il pm Nicastro (candidato con l’Idv, ndr) qualificherebbe, in termini di diritto, tali vicende». Palese, invece, ha definito «mercimonio del voto» le «operazioni clientelari a base di sperperi di pubblico denaro sottese alle cosiddette “politiche culturali” che Vendola ha affidato alla ex-pasionaria rossa Godelli». Valutando queste «regalie della sinistra a se stessa» in almeno 150 milioni di euro, che invece avrebbero potuto essere utilizzati per quei «salari sociali ai disoccupati che Vendola aveva promesso». Si associa Giammarco Surico (Pdl) puntando l’indice sulle «Notti bianche»: «da oltre un anno siamo in attesa di conoscere in cosa si sia tradotto, per l’economia turistica pugliese, quell’investimento scellerato».
La replica della Godelli: «abbiamo scelto come soggetti attuatori due Enti pubblici per spendere in fretta e bene le risorse comunitarie: mica vogliamo fare come Fitto, che nei suoi anni di governo in Puglia non è mai stato capace di far fruttare i fondi europei e che destinava quasi tutti i fondi per la Cultura al privatissimo, piemontese e truffaldino Premio Grinzane».
Ma a replicare sono anche i due enti finiti nel mirino. «Le attività della Fondazione per la promozione del cinema in Puglia, rigorosamente in coerenza con le norme di legge e i compiti statutari, sono frutto di decisioni - sottolinea in una nota Apulia Film Commission - assunte all’unanimità sia dai suoi soci (attualmente 20 Province e Comuni pugliesi, oltre alla Regione) sia dal CdA». Quanto alle selezioni di personale a tempo indeterminato (due unità) e a tempo determinato «si sono sempre svolte secondo ogni crisma di legge e con i criteri di trasparenza ed evidenza pubblica». Le accuse lanciate dal Pdl, sottolineano dal Teatro Pubblico Pugliese «contengono un lungo elenco di inesattezze e falsità».
Il Tpp «è soggetto pubblico partecipato dalla Regione e da soli soggetti pubblici, senza scopo di lucro». Pertanto «svolge la propria attività esclusivamente per i propri soci, dunque anche nei confronti della Regione». Quest’ultima, in particolare, «attua progetti strategici che riguardano l’intero territorio regionale, attraverso il Consorzio, come stabilito da Ppa Fesr Asse IV 2007/13»
Q