ROMA - Ribadita la piena corrispondenza nel dire no al nucleare in regione, il primo confronto diretto tra i tre candidati alla presidenza della Regione Puglia, nel salotto dell’emittente tv Telecamere Mezzanotte, si è giocato sulla sanità, con il governatore Nichi Vendola a difendere i risultati e gli avversari Adriana Poli Bortone, appoggiata dall’Udc e Rocco Palese (Pdl) ad attaccare l’amministrazione sulla sanità.Per Vendola il primo passo è stato superare “l'assenza di conoscenza”: con un sistema sanitario “inabissato come una flotta di sommergibili ciascuno a compartimenti stagni”. “Ci sono problemi non tanto di sprechi, quanto di organizzazione: a cominciare dalla nomina dei direttori generali fatta dalla politica” ha accusato Poli Bortone, che ha anche ricordato di aver presentato al Senato una proposta per evitare lottizzazioni politiche rimasta al palo perchè “firmata solo da due colleghi”.
Lapidario il candidato Pdl Palese, che ha accusato Vendola di non aver rispettato il suo programma elettorale: “la sanità non è migliorata, anzi è peggiorata tantissimo”.
Ma il presidente Vendola non ci sta e ha rivendicato che “in alcuni ospedali abbiamo trovato le trappole per topi in cucina, invece oggi abbiamo una riduzione dei pugliesi che si vanno a curare in Lombardia”.
ORE 14:15 - FRANCESCHINI, VENDOLA NOSTRO DIRIGENTE? MAGARI
«Magari, magari»: così Dario Franceschini, in un’intervista ha risposto alla domanda se immaginasse in futuro l’attuale governatore della Puglia come dirigente del Pd. «Vendola – ha osservato Franceschini – viene da una storia di sinistra, ha una cultura di governo. D’altra parte l'esperienza di Sinistra e Libertà, è ricca di persone di valore, è dentro un grande campo progressista». «Il partito che ho in mente io – ha proseguito – ha dentro l'esperienza di Rutelli e quella di Mussi e Vendola. Il problema è se vogliamo continuare un percorso di frazionamento o vogliamo costruire una grande area, in cui poi chi guida fa sintesi. Io credo che le porte del Pd debbano restare aperte. Questo vale anche per Di Pietro».
ORE 14:35 - PALESE, CON VENDOLA 5 ANNI DI DIRITTI NEGATI«Cinque anni di diritti negati e privilegi di pochi. Altro che Primavera dei diritti». Così, secondo il capogruppo di Fi-Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia nella competizione elettorale di marzo, si sintetizza l'amministrazione di centrosinistra di Nichi Vendola (Sel). Lo dice a proposito di «notizie preoccupanti per le tasche dei pugliesi» pubblicate su quotidiani locali.
«La giunta Vendola - dice Palese – revoca l’aggiudicazione dei lavori di realizzazione della nuova sede unica della Regione, dopo 5 anni di ritardi e pasticci su una procedura già ampiamente avviata da noi e sulla quale anche un’azienda aveva più volte consigliato correzioni e adeguamento del progetto alle norme antisismiche. Sono andati avanti con ostinazione e adesso sono stati costretti ad annullare tutto generando danni e contenziosi che saranno pagati con i soldi dei pugliesi». «Al danno la beffa: sulla stessa pagina - continua Palese – leggiamo un singolare 'avviso pubblico' con cui la Regione cerca frettolosamente un immobile di almeno 2mila metri quadri da prendere in affitto. Quanto dura l’avviso? 8 giorni!». «Scommettiamo – dice Palese – che non si tratta tanto di avviso pubblico, ma di qualcuno già messo sull'avviso?». «Fino all’ultimo giorno dell’impero – conclude – il governo Vendola sfrutta il potere per sperperare denaro pubblico in operazioni incoscienti, costose, opache. Clientele e sperperi fino all’ultimo giorno di governo del cantastorie Vendola».
ORE 15:05 - VENDOLA, SULL'IMMIGRAZIONE NO A LEGGI PARAFASCITE
«La Regione Puglia oppone un forte 'no' alle norme parafasciste di ispirazione anticostituzionale messe a punto dal Governo in tema di immigrazione»: lo ha detto il governatore Nicki Vendola commentando, a margine della presentazione della manifestazione culturale 'Primavera dei diritti', la recente decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge della Regione Puglia sull“integrazione degli immigratì perchè, tra l’altro, «avrebbe esteso anche ai clandestini gli interventi per gli immigrati».
ORE 15:30 VENDOLA, CI BATTEREMO CONTRO IL NUCLEARE
«Impugneremo anche questo decreto e lo dico sottolineando la straordinaria ipocrisia di una destra che è compattamente nuclearista a Roma e che poi articola regione per regione il suo 'no' al nucleare». È quanto ha riferito oggi a Roma il governatore della Puglia Nichi Vendola, relativamente alla decisione del governo di impugnare una legge regionale sul nucleare.
«E' una gigantesca ipocrisia legata al fatto che ora all’esecutivo non resta altro che 'passare a nuttata', vale a dire superare la data delle elezioni regionali per poi regalare la sorpresa del nulla di fatto. Tra l’altro questo governo è, a chiacchiere, il più federalista della storia italiana, nei comportamenti invece è stato capace di ripristinare un forte centralismo, persino di carattere autoritario». In termini di produzione di energia, ha ricordato Vendola, «al momento la Puglia è la Regione che dà il maggior contributo al bilancio energetico nazionale, visto che regaliamo all’Italia l’87% dell’energia che produciamo; e siccome in questi anni di mio governo – ha concluso – siamo diventati i primi produttori italiani di energia solare ed eolica, vorremmo sederci con chi di dovere al tavolo della discussione e spiegare per esempio che una battaglia per il risparmio energetico vale più di avariate centrali nucleari.
ORE 20.14 - PALESE: NON C'E' SPAZIO PER IL TERZO FORNO
"In Puglia abbiamo una legge elettorale regionale per la quale i forni che dovranno produrre il pane sono due”: così il candidato alla presidenza della Regione Puglia per il Pdl, Rocco Palese, intervistato nella trasmissione della Rai Telecamere Mezzanotte, in onda domenica. Durante il confronto con gli altri due candidati, Nichi Vendola e Adriana Poli Bortone, Palese ha sottolineato come il sistema elettorale e la situazione politica determinerebbe di fatto una sfida tra due poli: “Il terzo forno – ha detto – non entra nemmeno in Consiglio regionale”. Affermazione che non ha trovato d’accordo Poli Bortone, che ha specificato che “la legge dice che il cittadino è libero di votare il candidato che preferisce”.
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