Se però per l’AFC “i flussi finanziari sono rintracciabili, la rendicontazione del Teatro Pubblico Pugliese non è trasparente”. Il TPP è l’ente che ha gestito la parte più cospicua dei fondi destinati alla cultura, circa 32 milioni e mezzo di euro negli ultimi due anni. E per il Pdl non sono stati adottati criteri di selezione trasparenti. “A pochi mesi dalle elezioni regionali è un’indecenza spendere per la ‘Primavera dei diritti’ 560.000 euro, esclusi i fondi destinati alla pubblicità di cui non riusciamo a conoscere l’entità”. Anche in questo caso il centrodestra denuncia il mancato impiego del bando di gara. “La Regione Puglia gira i fondi al Teatro Pubblico Pugliese, che decide come spenderli”.
“Ho chiesto all’assessore Godelli i curriculum dei partecipanti alla selezione pubblica per l’Apulia Film Commission”, ha sottolineato Nino Marmo, “ma mi ha risposto che sarebbe stato uno spreco di carta”. Tutto, insomma, sarebbe stato organizzato scientemente per sviluppare consenso. “Nella fabbrica di nichi”, ha detto ancora, “ci sono persone, volontari che partecipano a questa distribuzione di fondi”.
Infine, Puglia Sounds. “Viene affidata ad Antonio Princigalli che è un imprenditore privato”, ha concluso Marmo, “perché lui? su quale base?”.
Mentre Ruocco chiede ironicamente l’intervento di Nicastro “che è ancora in servizio”, Palese, che in questi anni ha depositato “centinaia di interrogazioni rimaste senza risposta”, accusa l’attuale giunta regionale di sperpero di danaro pubblico. “Sono soldi che la Puglia poteva spendere per lo sviluppo del territorio”, ha evidenziato ilo candidato Pdl, “se noi lo avessimo anche solo immaginato, avrebbero aperto il carcere di Asinara”.
In parole povere, per gli esponenti del centrodestra pugliese, “siamo al supermarket del voto”.
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