giovedì 18 febbraio 2010

Pd, ancora divisioni. Tensione tra Blasi ed Emiliano- da www.barilive.it

Le elezioni regionali sono ad un passo, ma in casa Pd le tensioni sono oramai una costante. La nomina del coordinatore, che sembrava spettare a Guglielmo Minervini, è saltata. E con essa la proclamazione della segreteria regionale e della direzione generale, a causa della mancanza di
numero legale nell'assemblea  di lunedì scorso. Ora tutto è stato rinviato alla prossima settimana, quando i vertici di via Re David dovranno riunirsi per dare una ossatura ad una segreteria che sembra tutt’altro che compatta.
La conduzione unitaria e collegiale annunciata da Blasi il giorno del suo insediamento sembra sia andata a farsi benedire. La mossa di mettere fuori Minervini è stata da taluni interpretata come un tentativo maldestro di isolare chi, all’interno dell’area democratica, è stato fin dal primo minuto a sostegno della candidatura di Vendola alla regionali. Il “no grazie” di Pasquale Chieco ripropone il problema di chi potrà svolgere l’incarico di coordinatore. Ciò che è certo è che l'impianto della segreteria nominata da Blasi resta in piedi.
Cinzia Capano da giorni sta chiedendo a Blasi di rinviare a dopo le elezioni la nomina dell'ufficio politico. Questo per evitare di velocizzare un passaggio che ha bisogno di essere approfondito senza appuntamenti elettorali imminenti.

Un’altra gatta da pelare per l'ex sindaco di Melpignano è rappresentata dal gruppo di Michele Emiliano. Il segreteraio regionale ha assegnato al sindaco di Bari tre posti all’interno della segreteria. Il primo cittadino del capoluogo pugliese ha però chiesto che un ruolo sia assegnato a suo fratello Alessandro, a cui invece Blasi chiede di candidarsi al Consiglio regionale. Un tira e molla che sta faccendo sbottare molti della mozione "Semplicemente pugliesi", in primis il senatore Giovanni Procacci, che ha minacciato più volte di tirarsi fuori dal partito se Blasi non dovesse ascoltare le loro richieste.

Gli esponenti della mozione Marino, capitanati da Enrico Fusco e Patrizia Calefato, hanno a più riprese condannato la scelta di non nominare la direzione. Entrambi hanno sottolineato il rischio che il partito possa rimanere fagocitato dagli interessi dei potentati locali nella composizione delle liste. Il malcontento, insomma, regna sovrano nel Partito democratico. Blasi ha deciso che non farà passi indietro. La frattura con i franceschiniani sembra sia destinata a ricomporsi grazie alla quasi certa nomina di ben 4 componenti su 15 all’interno della segreteria (Giuseppe Moro e Pasquale Chieco per Guglielmo Minervini e Ugo Patroni Griffi e Rachele Popolizio per Gero Grassi).

Al segretario regionale fanno invece riferimento Francesco Salerno , ex Udc, che si occuperà dell’ufficio ‘enti locali’; Marida Dentamaro (legalità e trasparenza), Loredana Legrottaglie (comunicazione), Michele Mazzarano (organizzazione) e Pietro Petruzzelli (politiche giovanili). Blasi ha intanto chiesto alla segreterie provinciali di trasmettergli le bozze delle liste, avendo cura che il 30 percento sia composto da donne. Vedremo cosa accadrà. Ma le fibrillazioni non sono terminate.


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