venerdì 5 marzo 2010

Palese precisa: Acqua mai ai privati Vendola: ma Fitto diceva il contrario- da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

BARI - Il centrodestra non vuole privatizzare l'Acquedotto pugliese: lo hanno ribadito in una conferenza stampa tenutasi oggi a Bari il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia, Rocco Palese, il consigliere regionale di An-Pdl Tommy Attanasio e l’ex presidente di Confindustria Puglia Nicola De Bartolomeo che, in caso di vittoria della coalizione alle prossime regionali, sarà il vicepresidente della giunta regionale.

Palese ha ricordato “che è stato proprio il centrodestra ad evitare la svendita” dell’Acquedotto Pugliese che – ha detto - era stata “avviata da Massimo D’Alema”, quando questi era presidente del consiglio dei ministri. “Quanto alla fiaba dell’acqua gratis”, Palese ha ricordato “che intanto negli ultimi due anni il suo costo per le famiglie pugliesi è cresciuto del 10%, ed è oggi il più alto d’Italia”. Palese ha anticipato che il centrodestra “non avrà difficoltà a reperire la prossima dirigenza dell’Aqp, rompendo una gestione coloniale passata dal filosofo dell’acqua svizzero-ligure Petrella all’esperto di servizi manageriali pescarese Monteforte”.

A quest’ultimo riguardo, Attanasio ha sottolineato i “costi altissimi” del manager scelto da Vendola (“solo Monteforte - ha detto – incassa 250 mila euro l’anno, cui devono aggiungersi una dimora principesca dal canone annuo di 36 mila euro, per soli due giorni di presenza la settimana più un faraonico parco-autovetture, con Suv e Mercedes“).

“Emblematica” ha inoltre definito “la perdita di 173 milioni per tre dissalatori e la vicenda del recupero-perdite, con i manifesti di Vendola che contrabbandano un trionfalistico 20% quando in verità non si supera il 6, comprensivi di perdite idriche ed amministrative”.


ORE 12:00 L'ANCI ALLA POLI: PIU' AUTONOMIA AGLI ENTI LOCALI
La necessità, in via prioritaria, di una riforma della Regione “in senso autonomista e sussidiario” è stata sottolineata dal presidente dell’Anci Puglia, Michele Lamacchia nell’incontro avuto con il candidato presidente alle prossime regionali per Udc-Mpa-Io Sud Adriana Poli Bortone.

L’iniziativa si è tenuta nell’ambito degli incontri di Anci Puglia con i candidati presidenti alla Regione, in vista del voto di fine marzo. Il direttivo dell’Associazione ha ricevuto presso la propria sede di Bari, Adriana Poli Bortone, a cui ha esposto un documento programmatico incentrato sui rapporti tra Regione e autonomie locali per l’attuazione del cosiddetto “federalismo delle autonomie e delle responsabilità”.

Lamacchia ha anche posto l’esigenza di una revisione dello statuto regionale all’insegna del titolo V Costituzione e della parità istituzionale” e – informa una nota dell’Anci – ha ribadito l’esigenza di un rafforzamento della concertazione “che deve essere metodo sistematico nel Consiglio delle autonomie locali”.

Chiesto, inoltre, “il riconoscimento su base regionale di tributi propri per i comuni e una attività negoziale in materia di fondi comunitari che veda gli enti locali attori nella programmazione e nella gestione dei fondi”. In materia sanitaria infine, ha rivendicato il ruolo dei comuni nella programmazione e allocazione delle risorse.

Adriana Poli Bortone si è detta sostanzialmente d’accordo con le proposte dell’Anci, ha sottolineato la priorità della organizzazione interna della Regione e l’importanza del Consiglio delle autonomie locali quale “fondamentale strumento di trasparenza, partecipazione democratica e raccordo con il territorio”.

ORE 12:15 - RIZZI: IL PATRONATO RESTITUISCA I FONDI''Chiederemo al padronato la restituzione dei soldi pubblici”: lo promette il candidato presidente alla Regione Puglia di Alternativa Comunista Michele Rizzi. “Il padronato in Puglia – afferma Rizzi – ha usufruito di ricchissimi finanziamenti pubblici dai governi di entrambi gli schieramenti. Hanno aperto fabbriche, sfruttato manodopera e territorio e poi sono scappati all’estero con i profitti fatti in questi anni, lasciando migliaia di lavoratori senza lavoro e reddito”.

“Adesso – aggiunge – è l’ora del risarcimento sociale per i lavoratori”. Rizzi sosterrà anche la necessità di un “esproprio delle fabbriche per farle gestire ai comitati autorganizzati degli operai, dalla Franzoni di Trani all’Adelchi di Tricase”. “La crisi – conclude – la debbono pagare loro e non i lavoratori”.

ORE 16:45 - VENDOLA: FITTO MINA VAGANTE PER ACQUEDOTTO PUGLIA Sul destino dell'Acquedotto Pugliese con la nuova amministrazione regionale, il presidente uscente, Nichi Vendola, candidato del centrosinistra alle regionali, replica al candidato del centrodestra, Rocco Palese, affermando che è il ministro Raffaele Fitto a voler privatizzare la società idrica.

“Consiglierei ai ventriloqui del centrodestra qui in Puglia - dice Vendola – di prendersi qualche minuto del loro prezioso tempo per riascoltare quello che il loro mentore, il ministro Raffaele Fitto, appena qualche settimana fa, aveva dichiarato pubblicamente circa la volontà di privatizzare l’Acquedotto Pugliese. Direi che è proprio lui la 'mina vagante' che vuole mettere confusione nell’opinione pubblica, rivelando, con un coming-out, le sue reali intenzioni”.
” A questo punto – conclude Vendola – suggerirei ai due di concordare una posizione univoca a riguardo, evitando di prendere in giro i cittadini pugliesi”.

ORE 17:00 - AMATI: PALESE NON PARLI PIU' DI BOND''L'unico argomento vero che Palese poteva trattare sull'Acquedotto Pugliese non lo ha trattato:  l'imbroglio del bond Merrill Lynch simile a quello della Regione  Puglia negoziato da Palese nella lingua inglese pur non  conoscendo nemmeno la parola love”. Lo afferma in una nota  l'assessore regionale alle opere pubbliche, Fabiano Amati, in  relazione alle dichiarazioni del candidato del Pdl alla  presidenza della Regione Puglia, Rocco Palese, sulla  privatizzazione dell’Acquedotto Pugliese. “La stessa parola che penso Palese non conosca nemmeno in  italiano perchè – afferma – l'amore non tanto per la verità  quanto per la propria terra lo avrebbe dovuto indurre, assieme  al consigliere Attanasio, a cospargersi il capo di cenere  pensando a cos'era Aqp nel 2006 e a cosa è oggi”.

“Ai tempi  di Palese – afferma ancora – gli incrementi tariffari sono stati  di molto superiori agli incrementi dell’ultimo quinquennio e la  tariffa dell’Acquedotto pugliese è al 41esimo posto in Italia  mentre nel 2005 era nella top ten: tradotto per Palese i  migliori dieci”. “Sugli investimenti siamo passati dai 20 milioni dei tempi  di Palese e Fitto ai 200 del 2009; nell’ultimo triennio sono  stati spesi 600 milioni. Sulla nota dolente del personale –  prosegue Amati – ai tempi di Palese e Fitto c'erano 150 unità  in più guidate da un numero esagerato di dirigenti scelti sulla  base delle amicizie politiche. Durante il governo Vendola sono  stati ridotti i dirigenti di 16 unità, senza contare che ai  tempi di Palese e Fitto i consulenti di Aqp di mattina  lavoravano per Aqp e di pomeriggio lavoravano per le  controparti. Su questo punto c'è un caso emblematico che ho  riscontrato in questi mesi”.

“L'amore per la verità e per la serietà – prosegue – mi  impone questa precisazione, dichiarandomi disponibile ad  incontrare Palese ed Attanasio in qualsiasi momento e dinanzi a  qualsiasi platea per confrontarci con numeri e tabelle. In  quella sede prometto che non farò il professore a condizione  che Palese ed Attanasio vengano opportunamente  preparati”.


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