venerdì 5 marzo 2010

Un paese capovolto ed un popolo a testa in giù- da www.barilive.it

di Franco de Mario*

Così l’Italia?, così! dalle informazioni propalate; così per l’informazione ”prona osservante”; così per di auto-censura da par condicio.
Atteggiamenti di spocchiosa ignoranza arrogante e grossolane violazioni delle Leggi poste a presidio dell’esercizio libero e consapevole del diritto di voto ai cittadini, piuttosto che essere respinti, vengono
servilmente trasformati dai pifferai del potere, in vessazioni politiche d’una magistratura avversa. Cortei ululanti democrazia e tentativi di modificare le regole mentre le si applica, piuttosto che essere denunciati come offesa ai sentimenti di tutti quei concittadini che del rispetto della legge per in forma e sostanza, fanno codice di comportamento etico, diventano chiacchiera politica quotidiana.
Non così per altre e ben più gravi negazioni dei diritti che con sospetta concomitanza, la stessa ululante maggioranza, nel Parlamento approva, in danno dello stesso popolo testa in giù, convocato nella piazza dalla più nota sindacalista-candidata, figlia della maggioranza al governo.
Nulla di serio si legge, sulla definitiva cancellazione delle garanzie offerte dell’Art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, ostinatamente perseguita dal Governo che oggi ottiene dal Senato, un provvedimento anti-lavoro, anche peggiore di quello che otto anni fa venne respinto dalla mobilitazione di un intero Paese che si raccolse nelle piazze in milioni di persone.
Come democrazia matura viene offerta al pubblico la sostanziale iniquità anti-democratica di un sistema politico perverso, interessato ad applicare i più differenti sistemi di calcolo dei voti popolari, per rendere disuguali, quando non addirittura inutili, gli effetti dell’imminente voto dei cittadini applicando secondo la convenienza dei maggiorenti, percentuali di sbarramento, oppure recuperi di listino, oppure premi di maggioranza.
Appunto! un Paese capovolto, a democrazia costituzionale perennemente, ma quasi naturalmente violata, nella più assoluta indifferenza dei più.
Le cronache di morti sul lavoro o lavoratori fisicamente abbarbicati ai loro posti, poco o nulla rimandano all’avvilimento di un popolo di disoccupati ed espulsi dal lavoro ormai a quota 10%. Assolutamente nulla riflettono sulla conclamata incapacità della classe politica al governo del Paese, ad affrontare questa crisi economica, produttiva, sociale e morale che colpisce “ordinariamente ma mortalmente” tanti aspetti della convivenza civile democratica dell’intero Paese, senza distinzioni territoriali.
Un Governo di classe e ceto dominante, circondato da una corte di ruffiani grassatori, speculatori e ladroni di regime che punta a trasformare ogni elemento di grave e crescente incertezza popolare, fonte di esasperato conflitto sociale, in reati penali da perseguire con fermezza.
La stessa fermezza con cui i loro pifferai di regime, proclamano “grida manzoniane” di fuoriuscita dalla crisi e benessere a quanti, ogni giorno, s’affidano alla sorte di lotterie ed estrazioni. A chi dunque, se non a noi stessi spetta il compito di porre un freno a questo velocissimo precipitare verso nuovi autoritarismi e nuove convenzioni, repressive dei diritti di democrazia e di partecipazione degli esclusi? Al netto d’ogni suggestione plebiscitaria e leaderistica, a chi spetta, se non agli stessi soggetti colpiti, invertire la rotta? Ai lavoratori che pagano il prezzo maggiore per l’unità perduta, appunto!.
Ai concittadini consapevoli di dover ricomporre le connessioni con quelle esigue forze politiche ancora in campo, che della democrazia partecipata e del controllo sociale dell’azione di governo in tutte le sue articolazioni, fanno la loro ragione resistente.
A quanti con il loro voto renderanno possibile superare ogni ostacolo ed ogni diffidenza verso gli emarginati e gli esclusi, per evitare che possano contribuire a comporre quel pericoloso esercito di riserva di disperati, già tante volte usato dalle classi dominanti contro le stesse istituzioni della democrazia e della giustizia.

*Candidato per la lista La Sinistra L'Ambiente (presidente Nichi Vendola)


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