venerdì 26 marzo 2010

Siparietti: Fitto canta la canzone per Silvio e Latorre «butta giù» D’Alema- da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

di GIUSEPPE ARMENISE
Sul palco di «Un giorno da pecora», trasmissione radiofonica di Radio2 in trasferta a Bari («in corso Càvour o corso Cavòur?»), il ministro agli Affari regionali, Raffaele Fitto intona un «Meno male che Silvio c’è», che gli merita da parte dei conduttori (Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro) un «ma è un po’ moscio». Il tono, intendono. Non eccessivamente entusiasta, insomma. In tema con quella serata alla Fiera del Levante (mercoledì, giorno di Berlusconi a Bari) che secondo i denigratori (e i malevoli) sarebbe stata un flop. «Una volta - ricordano gli anfitrioni radiofonici - si diceva piazze piene, urne vuote. Com’è che adesso c’è la corsa ad accreditarsi sulla piazza più piena?»

Un pomeriggio all’insegna della dissacrazione quello di ieri tra il palco stradale e le frequenze radio. Autoironia e buon umore anche tra i politici dai quali meno te lo aspetti. E un sorriso in un mondo che spesso si prende troppo sul serio. Con qualche «irrigidimento» quando l’argomento è la candidatura del magistrato (in aspetattiva) Lorenzo Nicastro. «È un’indecenza», dice Fitto. Poco dopo il senatore del Pd, Nicola Latorre, la definirà «Inopportuna». L’interessato, Nicastro, anch’egli sul palco (ma Fitto nel frattempo era andato via) replica al suo alleato Latorre. «la mia candidatura questione di opportunità? Se ne facciamo una questione di etica, allora io potrei domandare: è opportuno o non opportuno che Latorre abbia quel giaccone blu?».

Sul giaccone di Latorre si innesca un siparietto di moda sul quale irrompono improvvisamente anche le calze (una blu a l’altra rossa) di Paolo Guzzanti, deputato ex Pdl e ora liberale. Latorre e Nicastro trovano poi il tempo di duettare sugli altri magistrati in politica. Latorre: «I nostri si sono tutti dimessi prima di candidarsi».
Nicastro: «Non è vero. L’unico che si è dimesso per candidarsi è stato Luigi De Magistris. Guardate il sito dell’Associazione nazionale magistrati». «Tra D’Alema e Bersani - domandano al senatore Pd - chi getterebbe dalla torre? ». Risposta: «D’Alema». Poi Latorre aggiunge: «Ma non è uno che si fa buttare giù facilmente. Allora mi getto io».


Q

Ultime News inserite