sabato 3 aprile 2010

70 o 78 consiglieri alla Regione Puglia? La "palla" è ai giudici

BARI - Il pasticcio dei 78 consiglieri regionali continuerà almeno fino a metà aprile. Solo allora, probabilmente, si potrà avere il pronunciamento dell’ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello di Bari - con la proclamazione degli eletti - sul caso della maggiorazione del numero creatosi, per la prima volta, con la tornata elettorale del 28 e 29 marzo.

Nei partiti, nel frattempo, è cominciata la conta col pallottoliere per stabilire chi potrebbe - in caso venga annullata la quota degli 8 seggi assegnati come premio di governabilità - restare fuori dal parlamentino di via Capruzzi. Alla situazione si è arrivati per il combinato disposto della discesa in campo di tre formazioni (centrodestra, centrosinistra e Udc) e del buon risultato ottenuto dalle opposizioni rispetto a quello del centrosinistra, confermatosi maggioranza con la vittoria di Vendola.

Ai 26 seggi ottenuti dal centrodestra, cui si aggiungono altri 4 seggi conquistati dall’Udc (opposizione) si contrappongono gli appena 25 (+ il 26esimo seggio del presidente vincente Vendola) ottenuti dal centrosinistra. In pratica, la ripartizione col sistema proporzionale prevista dalla legge (56 seggi complessivi) si è presentata con una situazione di parità.

Scatta così il premio previsto dalla legge elettorale del 2005, ovvero l’asse gnazione di ulteriori 14 seggi alla coalizione vincente (il centrosinistra) onde consentire l’esercizio della maggioranza. Si arriva così ai 39 seggi del centrosinistra, a fronte dei 26 del centrodestra più i 4 dell’Udc.

Il rapporto 39 (+Vendola) a 30 (le opposizioni) non coincide ancora con quanto previsto dalla norma (approvata alla fine della legislatura Fitto nel 2005 ed entrata in vigore con le elezioni di marzo scorso) ovvero un rapporto tra maggioranza e opposizione di 60% a 40%. Ed ecco che scattano gli ulteriori 8 seggi, cosiddetti di «governabilità », assegnati al centrosinistra.

La quota totale, consentita dalla norma, passa da 70 a 78, ma nasce il caso e sarà la Corte d’Appello a valutare l’attinenza della norma elettorale con lo Statuto della Regione (legge superiore) prima di proclamare gli eletti.

A tremare sono, innanzitutto, gli 8 consiglieri del centrosinistra «recuperati» col premio di governabilità: Pisicchio (Puglia per Vendola), Lemma, Clemente, Cozzoli e Russo (Pd), Calò e Borraccino (Sinistra Ecologia e Libertà) e Caiolo (Idv). Dal centrosinistra, però, obiettano che, nel caso si annullino gli 8 seggi assegnati, si ritornerebbe al problema originario: 70 consiglieri di cui 39 (+Vendola) alla maggioranza e 30 alle opposizioni (centrodestra e Udc). In pratica il rapporto 60/40 non sarebbe rispettato.

Il calcolo, dunque, che si fa nel Pd è che l’annullamento degli 8 seggi avvenga non solo nella coalizione che ne ha beneficiato, ma suddiviso tra 4 da annullare nel centrosinistra e 4 nel centrodestra. E, sulla base di questi calcoli, a rimetterci le penne sarebbero Lemma (Pd), Borracino (Sel), Calò (Sel) e Caiolo (Idv), ovvero coloro che, nel gruppo degli 8, hanno preso meno voti. Si salverebbero Cozzoli, Russo e Clemente del Pd e Pisicchio (Puglia per Vendola). Ipotesi, questa avanzata dal Pd, tutta da valutare, visto che - sul piano giuridico - se viene annullato il «premio di governabilità» onde tornare a quota 70 (quella prevista dallo Statuto) a prescindere dal rapporto 60/40 previsto dalla norma elettorale, non si va ad intaccare la quota dei 26 + 4 seggi conquistati dalle opposizioni con l’applicazione del proporzionale, ma al limite quelli ulteriori, tutti assegnati - appunto - al centrosinistra.

Al pasticcio del numero dei seggi, varato dalla Prefettura applicando alla lettera la norma, si aggiunge quello delle assegnazioni. Dal Pd hanno inviato una segnalazione alla Corte d’Appello perché «i seggi da assegnarsi al Pd per la circoscrizione elettorale Provincia di Bari sono 6 anziché 5, come erroneamente indicato dall’uf ficio elettorale. L’ultimo degli eletti per tale circoscrizione è pertanto Michele Monno». Applicando cioé il premio di governabilità degli ulteriori 8 seggi, il Pd sarebbe stato escluso proprio nella circoscrizione dove ha preso più voti degli altri partiti della coalizione, Bari. E il seggio, che il Pd ritiene spetti a Monno, sarebbe stato assegnato al vicesindaco Pisicchio (Puglia per Vendola).

Non dunque una «guerra» interna tra correnti del Pd, che vedrebbe Monno (supportato dal parlamentare Grassi) contestare l’assegnazione al barlettano Cozzoli, ma un’obiezione ai criteri con cui sono stati ripartiti i seggi «premio» tra i partiti. Obiezione che si tradurrà, qualora la Corte d’Appello ritenga valida l’assegnazione dei 78 seggi, in ricorso al Tar. Il pasticcio giuridico è destinato a durare.
di BEPI MARTELLOTTA
ORE 11.45 - TATARELLA: RICORREREMO TAR
«Contro l’impudenza della casta siamo pronti a ricorrere al Tar». lo annuncia con una nota l'europarlamentare del Popolo delle Libertà Salvatore Tatarella, impegnato «nella battaglia contro l’allargamento del Consiglio Regionale da 70 a 78 consiglieri in base al cosiddetto 'premio di governabilità» previsto dalla legge elettorale regionale. In Puglia, sulla base della legge elettorale regionale, sarebbe scattato il 'premio di governabilita», con l'aumento di otto consiglieri, una eventualità che però non è contemplata nello Statuto della Regione Puglia – preminente rispetto alla legge regionale elettorale – che prevede un numero massimo di 70 consiglieri. «Siamo fiduciosi – afferma Tatarella – nell’operato della Corte d’Appello, che scongiurerà lo sconcio di otto consiglieri regionali aggiuntivi e abusivi; ma siamo pronti al ricorso al Tar per far rispettare lo Statuto e la decenza».

«E' incredibile – aggiunge – che la casta abbia l’impudenza di allargare i propri ranghi dopo le elezioni meno partecipate della storia nè la soluzione può essere trovata nella demagogica proposta di proporzionale riduzione delle indennità avanzata da Vendola: tra pensionamenti, aspettative e privilegi vari, i costi di un consigliere per la collettività sono molto superiori alla cifra immediatamente e materialmente percepita». «Pensiamo – conclude – che questa sia una battaglia civica, non una battaglia di parte. La condurremo con rigore ed impegno nella speranza che le forze politiche, a cominciare dal Popolo della Libertà, non si sottraggano ai loro doveri di tutela degli interessi dei cittadini».


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