giovedì 8 aprile 2010

Bari, legali Frisullo al Riesame: tangenti non dimostrate- da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

BARI – Con la richiesta della difesa di annullare il provvedimento di arresto, è cominciata dinanzi al tribunale del Riesame di Bari l’udienza per decidere sull'eventuale scarcerazione dell’ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd). Questi è in carcere dal 18 marzo scorso con le accuse di associazione per delinquere e turbativa d’asta.

È invece indagato a piede libero per corruzione per aver intascato tangenti per 200-250mila euro dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini per fargli vincere appalti per 5 milioni di euro nella Asl di Lecce. All’udienza partecipano i difensori di Frisullo, Michele Laforgia e Federico Massa. La decisione dei giudici è attesa entro domani. La difesa sostiene che sono insussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza sia le esigenze cautelari. Su queste ultime ha prodotto una corposa rassegna stampa dalla quale si evince che Frisullo sapeva già dal 20 gennaio scorso che Tarantini aveva detto agli inquirenti di avergli fornito escort e pagato tangenti, accuse che il politico continua a respingere. Nonostante ciò l’ex amministratore – sostiene la difesa – ha atteso con serenità l’esito degli accertamenti culminati poi con il suo arresto. Ieri la pubblica accusa ha depositato nuovi atti d’indagine contro Frisullo: si tratta degli esiti di alcuni degli accertamenti bancari e patrimoniali compiuti per avvalorare la tesi del pagamento di tangenti.

Durante l'udienza, che e' tuttora incorso, la pubblica accusa ha chiesto ai giudici del Riesame di confermare il provvedimento cautelare in carcere per Frisullo per il quale – ha sostenuto – sussistono i gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. L’ex amministratore è presente alla discussione. Oltre a Frisullo hanno fatto ricorso al Riesame, per ottenere l'annullamento della misura cautelare, anche gli altri indagati coinvolti nell’indagine: l’ex direttore amministrativo della Asl di Lecce, Vincenzo Valente, il funzionario dell’area gestione patrimonio della Asl di Lecce, Roberto Andrioli, entrambi ai 'domiciliari', e il primario di neurochirurgia dell’ospedale 'Vito Fazzi' di Lecce, Antonio Montinaro, sottoposto all’obbligo di dimora.

ORE 17.22 - DIFESA FRISULLO: TANGENTI NON DIMOSTRATE
Il pagamento delle tangenti per 200-250mila euro che l’imprenditore Gianpaolo Tarantini dice di aver versato a Sandro Frisullo «non può in alcun modo ritenersi dimostrato», come non è dimostrata l’attendibilità di "Gianpi" a cui è stata attribuita dal gip «una generalizzata – e generica – patente di attendibilità». È un passaggio dei motivi del ricorso al tribunale del Riesame presentato dalla difesa dell’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo.

Secondo i penalisti Michele Laforgia e Federico Massa, per le accuse di corruzione, associazione per delinquere e turbativa d’asta, contestate dalla pubblica accusa, la «piattaforma indiziaria» è «inconsistente» e si basa solo sulle dichiarazioni di Tarantini.

«Propalazioni – affermano – delle quali si apprezzano la genericità, l’incoerenza e la complessiva contraddittorietà, ad ulteriore conferma della scarsissima credibilità del Tarantini». Una credibilità che - secondo la difesa – meritava di essere vagliata dal giudice «con il massimo rigore, dando specificamente conto della tardività e delle contraddizioni di alcune dichiarazioni» di "Gianpi" che nei primi interrogatori aveva escluso di aver mai pagato tangenti a Frisullo.

La difesa ribadisce poi che Frisullo non sapeva che le due «amiche di Tarantini» con le quali ha avuto rapporti sessuali erano prostitute di professione. Da qui la richiesta di annullare il provvedimento di detenzione in carcere o di sostituirlo, in subordine, con una misura meno afflittiva. L’adozione nei confronti di Frisullo della custodia in carcere – conclude la difesa – «appare platealmente iniqua, oltre che francamente incomprensibile».


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