domenica 18 aprile 2010

Consiglio regionale pugliese, nuovi ricorsi «calcoli errati, provveda la Consulta»- da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

BARI - Mentre si dibatte tra consiglio regionale a 70 o 78 membri, spunta la «terza via» che punta a una via di mezzo: 74 seggi. Lo scenario sembra profilarsi all’indomani della presentazione di altri tre ricorsi all’ufficio centrale regionale della Corte d’appello di Bari chiamata a sciogliere il delicato nodo sul numero dei consiglieri da eleggere: i 70 previsti dallo statuto o i 78 che deriverebbero da una applicazione del sistema elettorale regionale (legge 2/2005). Tra i nuovi ricorsi, c’e quello del candidato non eletto del Pd, Michele Monno, di Bari (assistito dal prof. Ugo Patroni Griffi e dall’avv. Basilio Tanburgo) che, pur non entrando nel merito della querelle sul numero dei consiglieri, evidenzia un errore di calcolo che falserebbe l’attribuzione dei seggi. E vediamo perché. Secondo i legali di Monno, gli uffici regionali, ai fini della determinazione del quoziente elettorale (la base di calcolo per arrivare alla ripartizione dei seggi), avrebbero conteggiato i voti validi delle liste che hanno superato la soglia di sbarramento e non delle altre. Tesi, questa, che - se confermata - si concretizzerebbe in una riduzione di seggi assegnati con il cosiddetto «quoziente pieno», a vantaggio di quelli assegnati con i resti attraverso il Cur (il collegio unico regionale). Ciò ribalterebbe qualche risultato di eletti, anche da una provincia all’altra.

Seguendo tale criterio, il numero dei consiglieri dovrebbe attestarsi intorno ai 74. Per rafforzare (o smentire) tale interpretazione sarebbe stata chiamata in causa l’Università di Trento per la formulazione di un parere pro veritate da affidare al prof. Matteo Cosulich, uno dei massimi esperti in materia di leggi elettorali regionali (ha realizzato un testo di 500 pagine). Ma proprio l’assegnazione degli otto seggi aggiuntivi in consiglio regionale (78 anzichè 70) è al centro di altri due ricorsi presentati rispettivamente da Gaetano Castiglia, di Massafra, primo dei non eletti del Pdl nella circoscrizione di Taranto, e Fedele Lovino, di Canosa di Puglia, primo dei non eletti della Puglia prima di tutto nella Bat. I due, assistiti dagli avvocati baresi Pino Mariani e Francesco Paolo Bello, oltre a rivendicare l’assegnazione del seggio a loro favore, contestano il meccanismo di automatico aumento dei seggi in consiglio regionale. E lo fanno chiedendo alla Corte di appello di eleggere i consiglieri assegnatari dei (56) seggi ripartiti con il sistema proporzionale e riservarsi, invece, la proclamazione dei 13 del cosiddetto premio di maggioranza (e/o governabilità) rimettendo ogni valutazione all’esito di una decisione da parte della Corte costituzionale. Il punto è: quale delle due norme bisogna tener conto: dello statuto regionale che fissa a 70 il numero dei consigliri, o della legge regionale del 2005 che consente il meccanismo di aumento dei posti in aula? La risposta arriverà entro la prossima settimana. [n. p.]


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