Seguendo tale criterio, il numero dei consiglieri dovrebbe attestarsi intorno ai 74. Per rafforzare (o smentire) tale interpretazione sarebbe stata chiamata in causa l’Università di Trento per la formulazione di un parere pro veritate da affidare al prof. Matteo Cosulich, uno dei massimi esperti in materia di leggi elettorali regionali (ha realizzato un testo di 500 pagine). Ma proprio l’assegnazione degli otto seggi aggiuntivi in consiglio regionale (78 anzichè 70) è al centro di altri due ricorsi presentati rispettivamente da Gaetano Castiglia, di Massafra, primo dei non eletti del Pdl nella circoscrizione di Taranto, e Fedele Lovino, di Canosa di Puglia, primo dei non eletti della Puglia prima di tutto nella Bat. I due, assistiti dagli avvocati baresi Pino Mariani e Francesco Paolo Bello, oltre a rivendicare l’assegnazione del seggio a loro favore, contestano il meccanismo di automatico aumento dei seggi in consiglio regionale. E lo fanno chiedendo alla Corte di appello di eleggere i consiglieri assegnatari dei (56) seggi ripartiti con il sistema proporzionale e riservarsi, invece, la proclamazione dei 13 del cosiddetto premio di maggioranza (e/o governabilità) rimettendo ogni valutazione all’esito di una decisione da parte della Corte costituzionale. Il punto è: quale delle due norme bisogna tener conto: dello statuto regionale che fissa a 70 il numero dei consigliri, o della legge regionale del 2005 che consente il meccanismo di aumento dei posti in aula? La risposta arriverà entro la prossima settimana. [n. p.]
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