domenica 18 aprile 2010

Pd Puglia, è resa dei conti con gli uomini di Emiliano- da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Mentre il Pd nazionale ritrova l’intesa su bipolarismo e rapporti con il Pdl, quello pugliese si ricompatta sulle questioni più calde che investono la Regione dopo la tornata elettorale. I Democratici pugliesi, infatti, sono corsi ai ripari sulla questione del possibile conflitto d’interessi che investe i propri neo-eletti (gli imprenditori baresi Degennaro e Canonico in testa) e, dopo aver tentato invano l’accordo nell’ultima direzione regionale, hanno trovato l’intesa sul documento proposto dall’area «Cambia l’Italia» (Marino).

«Il Pd impegna i propri consiglieri regionali eletti a presentare all’atto dell’insediamento - recita uno dei 4 punti del documento approvato - una opportuna proposta di legge atta a disciplinare il conflitto di interessi, con riferimento ai rapporti tra i mandati pubblici ricoperti e le proprie attività private, professionali e aziendali».

Nei giorni scorsi il segretario regionale Sergio Blasi ha chiuso l’intesa con i firmatari della proposta (la deputata Anna Paola Concia, Enrico Fusco, Patrizia Calefato, Fiammetta Fanizza, Elvira Tarsitano, Ilaria Cinieri, Cinzia Dicorato, Francesco Ambruosi, Pasquale Depalo, Agostino Cursio, Marina Calmo, Vincenzo Zaurito, oltre all’assessore regionale uscente Guglielmo Minervini e al segretario del Pd di Taranto Luciano Santoro. L’intesa edulcora il documento originale (presentato nei giorni in cui la bufera sanitopoli investiva il neo-eletto Michele Mazzarano) nella parte in cui si chiedeva al partito di fare «repulisti» degli esponenti dalla moralità dubbia: al terzo punto il Pd mette al centro la questione dell’etica della responsabilità politica ma si limita a chiedere «a iscritti e dirigenti di praticare la coerenza tra i principi e i valori professati e i comportamenti tenuti».

Ma l’accordo raggiunto con il segretario regionale salva i due punti politici cui i mariniani pugliesi tenevano. Oltre alla questione degli imprenditori eletti in odore di conflitto d’interessi (tutti vicini al presidente del partito Michele Emiliano, sempre più «accerchiato» dalle intese che in questi giorni si vanno stringendo tra le altre aree del partito, quella di Blasi, quella di Minervini e l’area Marino), al primo punto c’è infatti la convocazione entro 15 giorni di un «bar camp», una giornata di confronto libero e aperto anche ai non iscritti sulle linea politica e programmatica da tenere e da proporre a Nichi Vendola in vista della «imminente discussione con il presidente per la formazione della giunta» (linea che dovrà essere seguita dai Pd che entreranno nel governo regionale). Inoltre, pressing sui circoli Pd perché siano «promotori di iniziativa politica sui territori».
A farsi avanti sui temi da mettere al centro dell’azione di governo pugliese, in attesa che il presidente sciolga la riserva sui nuovi assessori, è anche l’Area democratica di Franceschini. Il deputato Gero Grassi lancia un appello al governatore perché nel programma 2010-2015, oltre ad un forte rilancio dell’artigianato e delle piccola imprese, abbia «un posto rilevantissimo il ruolo della famiglia. Anche l'Assessorato alle Politiche Sociali - sottolinea - non per un fatto formale, dovrebbe aggiungere nella dizione il termine famiglia». Tema, questo, che politicamente aprirebbe un varco non da poco tra il ri-eletto presidente e leader di Sinistra Ecologia e Libertà e l’Udc, seduta sui banchi dell’opposizione con i suoi 4 consiglieri regionali eletti ma risultata strategica, dopo questa tornata, anche ai fini di una tenuta della maggioranza: il confronto con i centristi, mai escluso da ambo le parti, qualora la Corte d’Appello dovesse fermare a 70 il numero dei consiglieri, risulterebbe fondamentale per evitare alla maggioranza il rischio (con uno scarto risicato dal Pdl) di andare sotto l’opposizione al momento del voto.


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