Diamo un premio alla base che ha lavorato e votato
È con una generosa dose di buon senso che dobbiamo riprendere ad analizzare il voto pugliese nelle sue articolazioni, senza tacere i lati oscuri del dibattito che si è aperto attorno alle nomine assessorili in Regione. Innanzitutto va dato a Cesare quello che è di Cesare. Vendola è forte di oltre
120.000 voti senza preferenze di lista, quindi si attesta come figura preminente nel centro-sinistra regionale e nazionale. Tuttavia, le destre non sono andate per niente male. Il Pdl è ancora il primo partito, e se non vince è perché non convince, nella scelta del candidato presidente e dei programmi di governo, avendo sbagliato totalmente sul piano della comunicazione e della presentabilità dei candidati.
Nel campo del centro-sinistra, il Pd tiene, mentre cresce di molto Sinistra Ecologia e Libertà – alla sua prima vera campagna elettorale nazionale – ma non è ancora forza politica nazionale. Siamo molto lontani dal raggiungere un risultato gratificante fuori della Puglia, e non solo perché altrove non c’era Vendola, ma soprattutto perché tutte le sinistre sono purtroppo vittime di un modo ambiguo di fare politica, lontano dalla base e dai quartieri, convinte che solo facendo liste forti sulla carta si guadagni consenso tra i cittadini. Si raggiungono buoni risultati, soprattutto in provincia di Bari, dove ci sono circoli aperti e dove si è lavorato a stretto contatto con gli elettori. In alcuni comuni, come Altamura, Turi, Santeramo, Putignano…, i circoli di SEL si sono messi compattamente al lavoro perché credono nella possibilità di costruire un partito.
Siamo finalmente lontani dai deprimenti comitati elettorali della Sinistra Arcobaleno, perché adesso abbiamo dei militanti convinti. Allora non ci si spiega come mai, negli elenchi dei papabili assessori non compaiano mai quegli eletti che sono più degli altri la sintesi di SEL nei territori. Ho trovato poco, sulla stampa, i nomi di Ventricelli e Sannicandro, per fare due esempi di spessore, mentre ho trovato nomi che rappresentano soltanto lontanissime categorie dello spirito e della televisione. Nomi altisonanti, per carità, ma lontani dalla Puglia e dal suo cuore pulsante. Mi spiace dover smentire i bene informati, ma per quanto ne so io, la vicenda delle nomine è ancora tutta aperta, così come è aperta l’esigenza di introdurre in giunta rappresentanti dei territori in cui la sinistra va bene, fino quasi ad oltrepassare il Pd.
Ora, se davvero vogliamo dare gambe solide ad un partito, deve essere premiato e gratificato il percorso unitario partorito dalla base. E non faccio riferimento solo a SEL, ma anche al Pd e alle altre forze al governo. Si può mai pensare che uno o più ‘stranieri’ possano davvero accontentare i pugliesi? O forse non stiamo correndo ancora una volta il rischio di appiattirci su un discorso di quote che scontenterebbe gli elettori? I prossimi cinque anni di governo saranno intervallati da una competizione politica nazionale che ci vedrà tutti uniti contro le destre, più che contro Berlusconi, allora va da sé che o si torna ai territori, o vinceranno quelli che hanno televisioni e giornali, veline, discoteche, escort e denari. Io confido nel buon senso del Presidente, sono ottimista, ma temo che le lusinghe romane possano distrarci tutti dall’obiettivo di rendere visibile il lavoro delle tante persone per bene che fanno i partiti.
Se io dovessi adoperare un criterio, sceglierei innanzitutto chi è stato sostenuto dai pugliesi perché persona per bene, e dopo calcolerei gli eventuali squilibri tra partiti e componenti interne. Perché i pugliesi si sono espressi in questa direzione, scegliendo un onesto Presidente pugliese, con non pochi irreprensibili consiglieri. Ecco, mi piacerebbe che questi rappresentanti potessero finalmente governare la Puglia, per tutti noi.
*Sinistra Ecologia Libertà
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