In questi giorni si è molto discusso sulla possibilità di rivedere le modalità di elezione del Segretario Nazionale del PD rafforzando contestualmente il ruolo politico dei Segretari regionali. Ancora una volta si è parlato della forma del "contenitore partito", di strumenti , regole e modalità democratiche di rappresentanza politica interna e non del "contenuto", ovvero di come il PD possa realmente intercettare i tanti elettori che non ci ritengono ancora reale alternativa di governo.
Dico questo perchè anch'io, come segretario regionale, mi sforzo quotidianamente di uscire dalla solita abitudine del "parlarsi addosso" per alzare l'asticella dei nostri ragionamenti alle esigenze del paese.
Superando dunque la proposta prodiana, che chiuderebbe in conclave il PD per discutere ancora una volta di assetti interni, assumendo agli occhi del paese un tratto surreale che non copre in nessun modo il vuoto della proposta politica, volgerò il mio ragionamento verso quello che ritengo realmente utile a ripristinare un rapporto virtuoso tra noi e il Paese.
La prima domanda è: che paese è questo? quale umanità si sta formando nella morsa di una crisi internazionale che attraversa anche l'italia? quali sono i caratteri di una nuova questione sociale che affonda le sue radici in questa crisi?.
Il tema che è dinanzi a noi democratici riguarda le risposte che diamo a questi interrogativi.
Non mi sfugge l'importanza del dibattito sulle riforme istituzionali, ma questo non puo che ripartire dal risolvere un vulnus democratico che sul piano politico confligge col dettato costituzionale non consentendo ai cittadini il potere esclusivo di eleggere i propri rappresentanti in Parlamento.
La prima grande questione è il cambio di una legge elettorale che ripristini questo grande valore costituzionale.
Se saremo in grado di riavere uno sguardo lucido sulle nuove forme di disagio sociale e sulle tante disuguaglianze che dentro una società complessa e articolata come quella della mondializzazione si annidano, non potremo temere in alcun modo il confronto diretto con la nostra gente, nella nostra terra..
Una riforma fiscale più equa che annulli la vergogna tutta italiana di una evasione fiscale da capogiro a partire dalle grandi rendite finanziarie che troppo spesso in questo paese sfuggono alla stretta del sistema fiscale stesso; un nuovo rapporto con il mondo dei lavori, che rivolga lo sguardo al "precariato qualificato", costretto alla "partita iva" per accedere a contratti temporanei e fortemente precarizzanti.
Di questo deve parlare il PD.
Il PD abbia dunque il coraggio di non fermarsi a meri correttivi di tipo organizzativo (magari pure necessari), ma riparta con in testa una sua originale idea di paese.
Sergio Blasi
Segretario Regionale PD Puglia
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