martedì 13 aprile 2010

Inchiesta Sanità Le tangenti erano su conti svizzeri- da www.lagazzettadelmezzogiorno.it

BARI - La «caccia» a conti correnti in Svizzera intestati a pubblici ufficiali pugliesi che avrebbero percepito «mazzette» da Gianpaolo Tarantini ha portato i primi risultati. Alcuni depositi, infatti, sarebbero stati individuati dai militari della Guardia di Finanza che sarebbero riusciti a ricostruire alcuni passaggi di denaro, documentando il «punto di arrivo» delle trangenti nei forzieri svizzeri. L’attività sulla individuazione dei conti correnti accesi per depositare le presunte tangenti incassate da persone indagate a Bari per corruzione nell’ambito delle inchieste sulla sanità pugliese, è stata svolta nel corso di una rogatoria internazionale disposta dai pubblici ministeri del pool sanità della procura di Bari, coordinati dal procuratore Antonio Laudati. Alle indagini ha collaborato la procura federale elve tica. A seguito degli accertamenti, la Procura di Bari starebbe valutando se sottoporre a sequestro somme di denaro che, al momento, non è ancora possibile quantificare. I conti, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero intestati a primari e dirigenti Asl già coinvolti nelle numerose inchieste sulla gestione della sanità pugliese che Tarantini sostiene di aver pagato per aggiudicarsi gli appalti banditi dalle stesse Asl. Grazie a questo «sistema», così come sta raccontando da mesi agli inquirenti, «Gianpi» sarebbe riuscito ad ottenere milionarie forniture di protesi e di materiale sanitario. Qualcuno degli intestatari dei conti elvetici sui quali sarebbero finite parte delle «mazzette» è stato arrestato nel corso delle indagini sulla gestione della sanità pugliese. Tra loro, però, non ci sarebbe Sandro Frisullo. Sull’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese, finito in manette il 18 marzo (ai domiciliari dalla scorsa settimana), sono comunque in corso accertamenti patrimoniali e bancari che mirano a verificare se abbia effettivamente incassato tangenti per 200-250mila euro da Tarantini. Nei confronti dello stesso Gianpi, invece, pare che la Procura di Bari non abbia in corso accertamenti per verificare se avesse in Svizzera conti correnti dai quali «attingere » i soldi per pagare le mazzette. La circostanza, «circolata» nelle scorse settimane, era stata smentita dalla stessa difesa di Gianpi. Ma gli inquirenti non si fermano. Infatti, stanno continuando a dare la caccia ai conti sui cui sono transitate o sono state depositate le tangenti versate da Gianpaolo Tarantini. Gli ultimi sviluppi delle inchieste «baresi», invece, potrebbero avere «ispirato » anche l’attività dei colleghi elvetici.

La magistratura svizzera, infatti, avrebbe aperto un procedimento penale a carico degli intestatari dei conti e starebbe valutando se ipotizzare il reato di riciclaggio del danaro di provenienza illecita. Un altro filone «barese» d’indagine, infine, riguarda il presunto danno erariale che politici come Sandro Frisullo (Pd), dirigenti e funzionari delle Asl ritenuti corrotti da Tarantini hanno prodotto alle casse della Regione Puglia con il meccanismo della turbativa delle gare d’appalto per la fornitura di protesi e di materiale sanitario.
di GIOVANNI LONGO


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