«Alcuni all’interno del Pd – ha aggiunto Maniglio – sollevano per le primarie anche la questione di chi le promuova, se il Pd o Vendola». Una cosa, secondo Maniglio, è certa: «L'accordo con l’Udc è assolutamente prioritario rispetto alla candidatura di Vendola. Noi come gruppo l’abbiamo detto il 9 luglio: prima viene la coalizione e poi la coalizione sceglie il candidato». Maniglio ha quindi ricordato che «per tutto il centrosinistra fino a qualche mese fa era chiaro l’obiettivo: allargare l’alleanza a Udc e Idv».
«Se Vendola oggi – ha detto Maniglio – non risolve il problema non è che quel problema scompare, rimane lì. E penso che tocchi a noi risolverlo che siamo il partito maggiore. E voglio ricordare che l’apertura all’Udc è un percorso che è stato aperto da Vendola con il rimpasto in giunta di luglio. Il fatto che adesso non si riesca a stringere, non significa che quel problema non esiste».
«L'analisi di ricercare l’alleanza più larga era ed è - secondo Maniglio – più che giusta. Noi siamo usciti dall’aula l'altro giorno, in contrapposizione a Berlusconi, insieme con Udc e Idv e qui in Puglia che facciamo? Regaliamo l’Udc alla destra?». Ma tutti all’interno del Pd – è questo l’interrogativo che emerge all’interno del Pd – farebbero campagna elettorale per Emiliano in caso di primarie? «Ci sono assessori, come Elena Gentile, Guglielmo Minervini, che sono 'schiacciatì su Vendola - ha detto Maniglio – altri sono più defilati, come Loredana Capone, Michele Pelillo, però il gruppo consiliare è compatto: il gruppo pensa che ora è l’ora della decisione, rompere gli indugi, poi ognuno di noi ha la sua opinione, la mia personale opinione è quella che il leader più forte del centrosinistra in Puglia si chiama Michele Emiliano. Facciamo le primarie tra Emiliano e Vendola».
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